Cosa mette in relazione un evento scientifico come il lancio del telescopio spaziale Webb con l’arte visiva? Il senso di infinito e la voglia dell’essere umano di sentirsi meno solo nell’universo… questo comunica il progetto M-Ethereum

Nell’animo profondo di ogni uomo dimorano le domande “chi siamo” e “da dove veniamo”; quesiti che accrescono il nostro senso di solitudine e l’anelito alla comprensione di un mondo infinito ogni qual volta guardiamo un cielo stellato.

L’uomo porta con sé il senso di infinito e l’interrogativo sulla sua solitudine nell’universo, sulla presenza di altre forme di vita, ma anche sulla possibilità di arrivare a conoscere quello che c’è oltre il nostro sguardo.

Per questo, alla fine del 2021, il lancio del satellite che porterà il telescopio Webb nello spazio e ci permetterà di sondare ancora più in profondità l’universo infinito ha scatenato in noi sensazioni forti e pulsioni di conoscenza, da sempre presenti nel nostro animo.

Ancora di più nell’animo artistico di Mario Vespasiani, artista complesso che nel corso del tempo ha indirizzato la sua ricerca creativa in direzioni particolari, che vanno dalla teologia all’astrofisica, dall’antropologia alla filosofia.

Da qui nasce il progetto M-Ethereum, presentato dall’artista con un video proprio alla vigilia del lancio di Webb –  avvenuto nel giorno di Natale – composto da stelle tridimensionali, da un telescopio (Encounter) motorizzato e da un rover (Enoch) telecomandato a distanza, le cui immagini riportate costituiranno la mostra insieme a opere su tela e su carta.

Il lavoro di Vespasiani, nato dall’osservazione dello spazio e della propria interiorità, si è sviluppato progressivamente, come una conquista di una certa consapevolezza e della capacità intuitiva di raggiungere distanze siderali.

Già nel 2020 l’artista si è dedicato al progetto artistico-sociale Per aspera ad Astra, attraverso il quale è riuscito a coinvolgere il pubblico con l’uso dei social network, invitando chiunque a descrivere il periodo del lockdown con fotografie di dettagli astratti del contesto quotidiano.

Come Webb, che vuole far luce sulle prime stelle dell’universo e cercare nuove forme di vita nel cosmo, così anche le opere di Mario Vespasiani vogliono orientare l’attenzione verso soluzioni dai riferimenti complessi, ma intuitive nella comprensione: passando dal cosmo agli abissi, dal concetto di anima all’inconscio, da stili inediti a quella sua tipica forma di linguaggio in continua evoluzione.

Con il progetto M-Ethereum l’artista ci invita a seguire un viaggio dimensionale che piega lo spazio-tempo, che inarca la memoria verso un approdo non accessibile solo con i sensi esteriori.

L’articolo M-Ethereum, il senso dell’infinito universo: dalla scienza all’arte è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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