Milano mette in chiaro con il proprio regolamento della qualità dell’aria come botti, petardi e fuochi d’artificio di ogni genere creano inquinamento dal polveri sottili. E non poco.

Anche quest’anno a Milano, così come in tante altre città italiane, i botti e i fuochi d’artificio, ma anche i petardi e qualsiasi tipo di gioco pirotecnici sono vietati. Il provvedimento del capoluogo milanese è sancito dall’articolo 10 del Regolamento della qualità dell’Aria.

Si perché non è solo un problema di decibel (cui peraltro più volte abbiamo parlato): si possono quindi denunciare chi si diverte a infuocare le notti di fine anno proprio in nome della qualità dell’aria (difatti nello stesso articolo si parla anche del divieto di fare barbecue e forse dovremmo essere coerenti annullando i falò tradizionali come quelli di Sant’Antonio).

Secondo i dati dell’annuario delle emissioni Inemar redatto da Arpa, i fuochi d’artificio sono responsabili del 6% del Pm10 presente in città durante l’intero anno.

I dati registrati in questi anni dalle diverse stazioni della rete Arpa mostrano che, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, schizza alle stelle l’incremento delle concentrazioni, con un picco dalla mezzanotte alle primissime ore del mattino del primo giorno dell’anno.

Un aumento dell’inquinamento dell’aria dovuto proprio ai botti di Capodanno che purtroppo apportano un consistente contributo alle concentrazioni di Pm10 e Pm2.5 sia a causa del tipo di combustione sia per la composizione dei botti stessi.

L’esplosione di fuochi d’artificio e botti – mette in evidenza Elena Grandi, assessora all’ambiente del capoluogo lombardo – è particolarmente dannoso e rilascia diverse sostanze nocive in quantità massicce come potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, cromo e piombo. Oltre al meteo e alle misure antismog strutturali o temporanee, anche i comportamenti individuali concorrono al miglioramento della qualità dell’aria cittadina“.

E poi ci vanno dimezzo anche gli animali… Secondo le stime del Wwf, ogni anno in Italia sono diverse migliaia gli animali che muoiono a causa dei botti di fine anno.

Di questi la maggior parte è costituita da fauna urbana, soprattutto uccelli, ma vi sono anche cani, gatti e altri animali domestici che, in preda al terrore, possono ritrovarsi a vagare per strada ed essere coinvolti in incidenti stradali o che vengono colpiti da infarto.

L’articolo Divieto di botti: non solo per i decibel ma anche perché causano Pm10 è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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