La startup italiana Creon che si occupa di generare energia dai batterie alimentati dal metabolismo dei batteri grazie al sistema delle celle a combustibile microbiologiche (Mfc) ha aperto una campagna di crowfunding.

Da qualche giorno Creon ha avviato una campagna crowdfunding di due mesi (https://www.kickstarter.com/projects/creon/soilution-energy-from-the-soil), con l’obiettivo di testare il mercato e vendere i propri dispositivi a livello internazionale.

La cosa stuzzica chi crede nelle potenzialità dei Mfc (Microbial fuel cells – cella a combustibile microbiologica) che in Creon prendono forma in So(i)lution, una lampada da interni, smart e di design, energeticamente autosufficiente grazie all’energia prodotta dal terreno, frutto di 4 anni di ricerca e sviluppo in laboratori italiani.

Si tratta di un vaso al cui interno sono sistemate le celle microbiche per la produzione elettrica. Nella parte superiore viene sistemata una pianta, che, oltre ad avere un valore estetico, aiuta a mantenere le celle, inserite nella parte inferiore, in ottima salute, in quanto le radici sviluppano rapporti di simbiosi con il microbioma del terreno.

Il dispositivo è disponibile anche nella sua versione di terrario, con lo stesso funzionamento, ma diverso esteticamente.

I benefici che derivano dall’utilizzo della tecnologia Mfc nel campo dell’illuminazione sono principalmente due. Il primo è il risparmio economico, in quanto l’energia viene prodotta dalle celle in maniera totalmente autonoma, senza bisogno di attaccarsi alla corrente elettrica. Il secondo riguarda l’impatto ambientale: la tecnologia infatti produce energia a impatto zero e in equilibrio con l’ecosistema.

A medio termine – è il business plan studiato dal giovane team di Creon – c’è  l’intenzione di passare dalla scala di prodotto a quella della smart city, proponendo sistemi di illuminazione e di ricarica di dispositivi mobili, basati sulle Mfc, per spazi esterni come parchi, aiuole e spazi verdi privati, con l’obiettivo di rendere le città più sostenibili con una tecnologia che permette di sfruttare al meglio le risorse naturali di cui si dispone.

In quest’ottica, stiamo progettando quindi anche dispositivi a celle microbiche come delle colonnine da installare nei parchi pubblici e che, grazie all’energia prodotta dal terreno, permettono di ricaricare fino a due smartphone contemporaneamente, e sensori di monitoraggio ambientale energeticamente autosufficienti in grado di funzionare laddove la rete elettrica non riesce ad arrivare.

La nostra idea – sottolinea Federico Merz, fondatore e ideatore del progetto Creon – è quella di sfruttare il terreno, coltivabile e non, per alimentare delle celle la cui energia può essere usata per vari scopi, fino alla coltivazione indoor a luce artificiale, per garantire sistemi energeticamente autosufficienti e in grado di produrre anche in luoghi prima impensabili per l’agricoltura“.

I presupposti dell’innovazione di Creon

Ma è veramente possibile generare luce dal terreno? La risposta è affermativa e la fornisce Creon, che ha sviluppato dei dispositivi di illuminazione alimentati dal metabolismo dei batteri presenti nel terreno, grazie alla tecnologia delle celle a combustibile microbiologiche.

Una Mfc (Microbial Fuel Cells – cella a combustibile microbiologica) è composta essenzialmente da due elettrodi, uno posto sulla superficie del terreno e l’altro nella terra. Questo elettrodo ha il compito di raccogliere l’energia prodotta dai batteri.

Infatti i batteri, durante tutto il loro ciclo vitale si nutrono delle molecole organiche che trovano nell’ambiente. Il processo per mezzo del quale i microrganismi traggono energia dai nutrienti viene detto metabolismo, ed è l’insieme di una serie di reazioni biochimiche che permettono di trarre nutrimento dalle molecole organiche.

A livello biochimico, queste molecole vengono spezzettate in altre molecole sempre più piccole e ciò comporta un rilascio di energia sotto forma di elettroni, necessaria ai batteri per vivere. Alcuni elettroni vengono dispersi nell’ambiente, e sono proprio questi che la MFC raccoglie e sfrutta per generare corrente elettrica (continua).

L’energia che viene prodotta dalle Mfc proviene quindi totalmente da fonti organiche e non vengono prodotti scarti di nessun tipo (gas o inquinanti). È quindi un metodo pulito e sostenibile per produrre energia, ed è il primo sistema che sfrutta una fonte biologica per produrre elettricità.

L’articolo Ora si può investire in quei batteri che  accendono le luci è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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