Spazio alle buone pratiche europee condivise nella prima riunione della piattaforma Verso l’inquinamento zero per l’aria, l’acqua e il suolo.

Stabilire una visione comune per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sviluppando e condividendo buone pratiche su diversi argomenti trasversali, come i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione e le nuove opportunità di lavoro green o la promozione del consumo sostenibile.

L’obiettivo è ambizioso e per raggiungerlo, gli stakeholder si riuniscono nella prima riunione preparatoria della piattaforma che l’Europa gli ha destinato, per elaborare il programma di lavoro 2022-2024 e attuare concretamente il piano d’azione Verso l’inquinamento zero per l’aria, l’acqua e il suolo, adottato lo scorso maggio.

Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo è uno dei principali obiettivi del Green Deal europeo, oltre a consolidare i centri di conoscenza europei e ad avviare i Living Labs per soluzioni digitali verdi e smart, per i quali l’Europa chiede il contributo partecipato dei portatori di interessi.

Una partecipazione attiva e sinergica, che riunisce gli attori provenienti da diversi territori e aree di competenza, dall’energia, all’industria, alla mobilità, all’alimentazione, all’economia circolare, fino all’agricoltura e permette di affrontare le prossime sfide contro l’inquinamento, in maniera interconnessa.

Proporre idee e soluzioni condivisibili per rafforzare l’attuazione delle misure di azzeramento dell’inquinamento, di concerto con le autorità ambientali e di altri settori.

Il piano d’azione dell’Ue, presenta infatti, una visione integrata e ambiziosa, per il 2050: un pianeta in cui l’inquinamento sia ridotto al punto da non essere dannoso per la salute umana e gli ecosistemi naturali e, la piattaforma, è lo strumento che può contribuire al conseguimento delle azioni previste dal piano.

Un modo per dare vita a nuove cooperazioni con altre iniziative pertinenti, come il Patto europeo per il clima e la Piattaforma europea dell’Economia circolare.

I rischi per la salute al centro dei temi condivisi

L’inquinamento è la principale causa ambientale di molteplici malattie mentali e fisiche e di decessi prematuri, in particolare tra i bambini, le persone affette da determinate patologie e gli anziani.

Stando ai dati della relazione di novembre 2020 dell’Agenzia europea dell’Ambiente, nonostante i notevoli miglioramenti registrati negli ultimi decenni, ogni anno oltre 400mila decessi prematuri, anche a causa di tumori, sono attribuiti all’inquinamento dell’aria, mentre circa 50mila casi di cardiopatie ischemiche e oltre 6 milioni di casi di disturbi cronici del sonno, sono riconducibili al rumore, senza tenere conto di altre malattie attribuibili a entrambe le cause.

Le persone che risiedono in zone più svantaggiate, vivono spesso in prossimità di siti contaminati o in zone in cui il flusso di traffico è molto elevato.

Un ambiente privo di sostanze tossiche è fondamentale anche per proteggere la biodiversità e gli ecosistemi, in quanto l’inquinamento è una delle principali cause della perdita di biodiversità e riduce la capacità degli ecosistemi di fornire servizi, come il sequestro del carbonio e la decontaminazione dell’aria e dell’acqua.

Per orientare l’Europa verso l’obiettivo 2050, verso un Pianeta sano per persone in buona salute, il piano d’azione stabilisce obiettivi chiave intermedi, per il 2030, che mirano a ridurre l’inquinamento alla fonte, rispetto alla situazione attuale:

migliorare la qualità dell’aria in modo da ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico
migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti, i rifiuti di plastica in mare, possibilmente fino al 50% e le microplastiche rilasciate nell’ambiente, possibilmente del 30%
migliorare la qualità del suolo riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici
ridurre del 25% gli ecosistemi europei, nei quali l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità
ridurre del 30% la percentuale di persone che soffrono di disturbi cronici dovuti al rumore dei trasporti
ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti e del 50% i rifiuti urbani residui

Un approccio concreto

L’Europa è consapevole della necessità di dover accelerare i tempi, l’ambiente non può più aspettare e nemmeno gli esseri umani, se vogliono continuare a vivere, ma più in salute.

Quindi, Bruxelles punta ad allineare sempre più gli standard di qualità dell’aria, anche in riferimento alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità; a rivedere le norme relative alla qualità delle acque, anche nei fiumi e nei mari europei; a ridurre l’inquinamento del suolo e a migliorarne il risanamento; a rivedere la maggior parte delle norme dell’Ue in materia di rifiuti per adeguarle ai principi dell’economia pulita e circolare; a promuovere l’azzeramento dell’inquinamento causato dalla produzione e dal consumo.

L’Europa non è da sola in questo suo viaggio verso l’inquinamento zero, ma chiede il contributo anche degli Stati membri e delle loro prestazioni ecologiche, per promuovere l’inquinamento zero nella maniera più capillare possibile tra i territori europei.

Fondamentale anche la riduzione delle disuguaglianze che incidono sulla salute, causate dalla quota sproporzionata di impatti nocivi sulla salute a cui sono attualmente esposti i più vulnerabili.

E l’Europa ha un’attenzione particolare anche oltre i suoi confini, anzi, non pone confini alla lotta all’inquinamento e guarda alla riduzione dell’impronta dell’inquinamento esterno come un obiettivo importante; limitando le esportazioni dei prodotti e dei rifiuti che hanno un impatto nocivo e tossico nei Paesi terzi.

L’articolo Inquinamento zero, le buone pratiche europee è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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