L’Europa punta a rafforzare gli investimenti nelle reti infrastrutturali europee per i settori dei trasporti, del digitale e in particolare dell’energia.

Quale miglior modo, per rafforzare le reti infrastrutturali europee, di sfruttare i finanziamenti del programma Meccanismo per collegare l’Europa (Connecting Europe Facility – Cef) 2021-2027 che mette a disposizione un budget di oltre 33 miliardi di euro, di cui quasi 6 miliardi dedicati al settore energia.

Oltre a sostenere gli investimenti nelle reti energetiche trans-europee, il Cef Energia finanzia anche progetti transfrontalieri di produzione di energia rinnovabile e catalizza gli investimenti in progetti, sistemi e servizi europei interoperabili.

Inoltre interviene nel mercato energetico affrontandone le carenze e supporta in maniera complementare altre forme di investimenti, come quelle che derivano dal settore privato, attraverso l’InvestEu e altri programmi dell’Unione europea, come Life, purché tali finanziamenti non riguardino gli stessi costi.

Le novità del bando sugli studi preparatori

Stiamo parlando di un bando per progetti transfrontalieri, in forma di studio preparatorio, che nel settore dell’energia rinnovabile, investe 1 milione di euro puntando ad attività di decarbonizzazione e rafforzamento della sicurezza dell’approvvigionamento.

Si tratta di una duplice novità rispetto alla precedente programmazione del Connecting Europe Facility: prima di tutto si tratta di una componente che da sola vale circa il 15% del budget del Cef Energia e coinvolge sia gli Stati membri dell’Ue, sia i promotori privati nella selezione del miglior concept project e nell’elaborazione di un accordo di cooperazione pro-energia rinnovabile.

La percentuale potrebbe alzarsi di 5 punti percentuali, secondo Bruxelles, se la soglia del 15% viene raggiunta e arrivare fino al 20%, in base alla diffusione di mercato.

Il secondo aspetto, non meno rilevante, è la scadenza entro la quale candidare un progetto, che cade al 30 novembre 2021. Poco più di due mesi quindi dalla pubblicazione del bando.

L’Europa corre e deve fare presto per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica del 2050. La logica europea che sta dietro a questo bando è sia di superare gli ostacoli che in passato hanno impedito la realizzazione dei progetti di cooperazione, sia di fornire maggiore certezza sulla ripartizione equa e sostenibile dei costi e dei benefici tra gli Stati membri coinvolti nei progetti.

Come funziona il bando, chi partecipa e quali spese copre?

I progetti candidabili dagli Stati membri in sinergia con le imprese ed eventuali Paesi terzi dovranno riguardare gli studi di prefattibilità, quindi il finanziamento può essere utilizzato anche per fornire supporto tecnico, economico o legale nella creazione o nello sviluppo della cooperazione transfrontaliera con l’obiettivo di selezionare il miglior concept project.

Oppure i progetti di start exploring, per iniziare a esplorare i possibili siti nel territorio degli Stati membri o nei Paesi terzi che aderiscono al bando, per determinare i Paesi ospitanti e partecipanti e tutte quelle attività esplorative necessarie per valutare i costi e i benefici complessivi del progetto, come l’organizzazione delle aste e delle gare d’appalto.

E se gli aiuti ai progetti arrivano anche da altre fonti?

Se i progetti ingolosiscono dei potenziali investitori, si può fare, l’Europa lo ammette! È possibile combinare sovvenzioni e finanziamenti della Banca europea per gli investimenti, di banche nazionali di promozione o altre istituzioni finanziarie pubbliche e di sviluppo, oltre che di investitori e istituti finanziari del settore privato, anche attraverso partenariati pubblico-privato.

Il finanziamento cumulativo non può superare i costi totali ammissibili dell’azione. E ce n’è per tutti! È possibile anche che un progetto ottenga il marchio di eccellenza (Seal of excellence) nel caso in cui non possa ricevere un finanziamento per carenza di fondi.

La Commissione europea valuta regolarmente l’utilizzo dei fondi per i progetti transfrontalieri nel settore dell’energia rinnovabile.

In seguito a tale valutazione, in mancanza di una sufficiente diffusione di mercato di fondi per progetti transfrontalieri nel settore dell’energia rinnovabile, il bilancio inutilizzato previsto per tali progetti viene impiegato per conseguire gli obiettivi delle reti energetiche trans-europee e, a partire dal 2024, tale bilancio potrà essere utilizzato per cofinanziare il meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile dell’Unione europea.

L’articolo L’energia si rinnova, grazie ai nuovi finanziamenti per 1 milione di euro è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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