I 5 errori SEO da non commettere

Google spiega il SEOSempre più spesso è Google stessa a scendere in campo per indirizzare gli sforzi in ambito SEO: dà indicazioni rilasciando la sua guida aggiornata, spiega quali son gli errori da non commettere, indica invece quali sono i comportamenti virtuosi da seguire.

Bene, ottimo: questo aiuta a sprecare energie e a concentrarsi sul core business di qualunque azienda voglia comunicare attraverso il web: produrre contenuti (non inteso come informazioni ma inteso in senso lato come informazioni sui prodotti, servizi ed eventi che fanno parte delle attività commerciali di quell’azienda) utili e di qualità.

Occorre produrre informazioni per gli utenti, non per i motori di ricerca!

Il sentiero è tracciato, non lasciate il sentiero, miei cari!

Quali sono allora gli errori da non commettere? Ve lo spiega direttamente Maile Ohye, Developer Programs Tech Lead di Google, nel video qui sotto.

Ma la speaker del video fa anche di più: vi indica 6 trucchetti che possono aiutare i vostri contenuti a piacere di più all’algoritmo di Google…

Per esempio… scopritelo da soli 🙂

SEO e social media: gli strumenti da usare sempre

Direttamente dal SES di Londra terminato da poche settimane, ecco un elenco di utilissimi strumenti per chi deve migliorare la visibilità e il posizionamento di un cliente o, semplicemente, lanciare una sua campagna di comunicazione senza consumare inutilmente energie.

Lee Odden, nel suo blog TopRank vi offre questa lista di ben 45 tool, tutti da scoprire…

Leggete il suo articolo per la lista completa…

Professionisti del web: come capirne la qualità?

come distinguere un professionista webDovete affidare un progetto Internet a un professionista ma, definite le vostre necessità e scritti dettagliatamente i requisiti, siete di fronte al dilemma: sarà bravo o no il professionista a cui mi sto affidando?

Come posso capire se il lavoro che mi sarà consegnato sarà di qualità visto che mi sto affidando a qualcuno proprio perché non sono in grado di percepire totalmente dove la qualità del lavoro che devo realizzare va messa (accessibilità, usabilità, standard web… non sempre sono contenuti nei requisiti).

Un’azienda infatti ha chiari gli obiettivi che vuole raggiungere con il progetto che mette in cantiere – non è sempre vero per la verità ma assumiamolo come ipotesi – ma no è detto che sappia se il prodotto che viene realizzato ha la qualità di realizzazione “di basso livello”.

Il quesito non è banale, anzi. Io ritengo che la risposta sia nella volontà di trovare la qualità. Fare una ricerca online per vedere i lavori svolti dal professionista a cui ci siamo affidando aiuta. Guardare i lavori presenti in un portfolio non solo con gli occhi dell’estetica (che bello! tutto in flash, fantastico…) ma cercando di usare i siti realizzati sperimentandone l’usabilità.

Oltre al prezzo c’è di più e se per altri acquisti la qualità di quello che si compra ha un valore non capisco perché per il web conti solo spendere il meno possibile.

L’attenzione per la SEO, molto in voga in questi ultimi anni, ha migliorato un poco la salute del codice (dato che Google indicizza meglio i contenuti strutturati come si deve) a patto però che la web agency non scelga di utilizzare ostinatamente il CMS sbagliato per il progetto giusto.

Ma di chi è la colpa, degli sviluppatori? Io credo che sia una questione di forma mentis: bisogna essere molto fortunati nell’incontro con i propri mentori…

Come fare allora? E di chi è la colpa se molte web agency lavorano male? Marco Bertoni, un ottimo professionista del web ha scritto le sue riflessioni a riguardo. Io le condivido e voi? Ecco il suo post: Come distinguere un bravo professionista del Web

Aspetto i vostri commenti!