internet sono le persone

Come è iniziato per voi il 2012? Spero bene… il mio si è presentato tranquillo e placido, con sembianze serene ma con la prospettiva di mettere in conto un gran lavoro da fare. Servirà spolverare via un po’ della pigrizia accumulata nel corso degli ultimi anni, si dovrà rimboccarsi le maniche e cercare, finalmente, una strada diversa, che possa portare a una meta lavorativa, finanziaria più sostenibile.

Ho deciso che mi prenderò molto più tempo per me stesso e per la mia famiglia e che cercherò insieme a mia moglie di trovare il modo di vivere bene senza farmi prendere dall’ansia e dal nervosismo che domina ormai le nostre vite cittadine.

Ho anche deciso che non mi incazzerò più se, là fuori, la gente comune se ne fotte del risparmio energetico, delle regole e dell’educazione. Affanculo! Periranno della loro cattiva abitudine a non fare le cose giuste…

Quelli che invece ci tengono al prossimo, al mondo e alla convivenza civile, quelli saranno i benvenuti. Saranno loro le persone con cui costruire un futuro nuovo e più soddisfacente, Gli altri si fottano!

Per questo vi voglio proporre questo post di Techcrunch: The Internet is people.

There’s always been a tension on the Internet between humans and algorithms. In the early days, Yahoo was a human-curated index, remember? But humans couldn’t keep up, and the algorithms took over. Today, the human factor is rising in importance once again with Facebook, Twitter, and countless mobile applications like Instagram. Everything is social. The tension today is between social and search—humans versus computers.  Except that it isn’t so simple…

Significa che dobbiamo tornare alle origini del web, dove la collaborazione portava a costruire cose buone, non solo risultati finanziari ed economici ma, soprattutto, risultati sociali.

Bene, al bando gli algoritmi e gli automatismi: Internet è fatto di persone. Buone e cattive naturalmente. Ma uniamo le buone. Gettiamo via la maschera della virtualità e diamoci da fare, insieme, per un futuro migliore. Lo dobbiamo ai nostri figli!

Buon 2012!