Una tastiera "solare" che si fa in tre

La nuova tastiera wireless Logitech K760 è davvero spettacolare: non solo si ricarica utilizzando la luce solare (ma anche internamente è in grado di sfruttare la luce di una lampada); in più è in gradi di “accoppiarsi” con tre device Apple contemporaneamente senza perdere la sincronizzazione: un Mac, un iPad e un iPhone.

logitech-k760

Il prodotto di Logitech arriverà nei negozi in questo mese di giugno a un prezzo di circa 80 dollari.

L’utilizzo di energie sostenibili si sta quindi facendo sempre più massiccio anche per la realizzazione di prodotti di largo consumo. Sono sempre di più infatti le iniziative e le soluzioni che rispettano l’ambiente e si avvalgono di forme di energia eco compatibile. In Italia i Comuni e gli Enti, oltre alle aziende private, cominciano a essere molto sensibili all’adozione di queste tecnologie e soluzioni che trovate quotidianamente descritte in Green Planner Magazine, rivista online dedicata agli sforzi che vanno nella direzione di un uso sostenibile di ambiente e tecnologia.

Hertz charges into EV Plugless Power pilot program

Il futuro di massa per l’auto elettrica è sempre più vicino: questa notizia aggiunge un ulteriore pezzetto alla tecnologia di ricarica delle auto elettriche.

Speriamo che dalla fase di test si passi in fretta a quella di produzione.

Vista su Engadget nel post Hertz charges into EV Plugless Power pilot program, can’t say it three times fast

Google Maps: nuova funzionalità

Lo avete notato anche voi? Sicuramente sì ma in ogni caso voglio porre la vostra attenzione su questa nuova funzionalità di Google Maps che evidenzia l’area cercata.

Nel caso dell’immagine inserita qui sotto la ricerca effettuata era relativa al CAP 20139 di Milano.

nuova funzionalità google maps

Il risultato, evidente però solo nella visualizzazione in stile cartina, mostra l’area cercata evidenziata con un leggero contorno colorato.

Funziona anche con la semplice ricerca Milano ma a mio avviso è molto potente e utile nel caso di ricerca di un CAP per vedere i margini dell’area che ci interessa.

Che ne pensate?

Biometria delle chiappe

Ah la biometria… c’era una volta quella che tentava di identificare l’identità di una persona dalla pressione esercitata dal piede sul terreno.

biometria delle chiappe

Adesso un team di scienziati giapponesi (e chi sennò…) sta lavorando sulla biometria delle chiappe: secondo gli studi dell’Advanced Institute of Industrial Technology sarebbe possibile identificare una persona, con una precisione del 98%, dalla pressione che il suo fondoschiena esercita quando si siede.

Al momento le rilevazioni variano a seconda del tipo di mutande (o vestiario in generale) indossato durante i test.

Letto su Boing Boing nel post Butt biometrics.

IBM costruisce un chip di memoria, un atomo alla volta

IBM builds memory chips one atom at a timeIncredibile ma vero (anche se per ora non praticabile industrialmente) quanto realizzato nei laboratori di ricerca IBM: i ricercatori di Big Blu hanno costruito un chip di memoria atomo per atomo arrivando a costruire un chip almeno 100 volte più denso dei moderni dischi rigidi.

La tecnica di manipolazione a livello atomico di IBM è nota da qualche anno e qui di fianco potete vederne una simbolica dimostrazione.

L’applicazione pratica di questa nuova tecnica però non sarà attivata a breve perché gli attuali processi produttivi non dispongono delle apparecchiature necessarie a ottenere questo risultato.

Andreas Heinrich, project leader IBM, nel video qui sotto ne spiega i dettagli.

Se poi volete rendervi conto di quanto piccolo sia un atomo, allora guardate questa incredibile dimostrazione: Cell size and scale.

Letto su GigaOM  nel post IBM builds memory chips one atom at a time.

Dischi rigidi, back to 1956

Era il 1956 e la IBM commercializzava un disco rigido da ben 5 Mb al modico costo di 35.000 dollari. Ne è passata di tecnologia sotto i ponti… adesso in tasca possiamo metterci hard disk con capienze più di 1000 volte superiori.

La notizia curiosa l’ho trovata su Engadget, che cita The Next Web che a sua volta riprende TexomaTube.

Check out IBM’s 305 RAMAC (Random Access Method of Accounting and Control) hard disk and those gripes about dragging around that USB thumb drive soon evaporate. This 1956 HDD was composed of 50 24-inch discs, stacked together and taking up 16 sq ft of real estate. The once-cutting-edge monstrosity was capable of commanding an annual fee of $35,000 and stored up to 5MB of data. Sure, by modern standards it’s a pretty modest capacity, but the RAMAC still weighed in at just shy of a ton. Our technological forefathers could have done with that exoskeleton prototype.

un disco rigido da 5 mb nel lontano 1956

Impressionante, vero?

Il panino immarcescibile del futuro

il panino immarcescibile dell'esercito statunitense

Dove ci porterà l’evoluzione della tecnologia alimentare? Verso un futuro di cibi che non marciranno mai? Potrebbe essere così dal momento che l’esercito degli Stati Uniti sta già utilizzando un panino che ha una vita di 3 anni, non marcisce, non deve essere tenuto in frigorifero, non è disidratato…

The US Army has developed a sandwich that doesn’t rot even after a few years. It doesn’t need refrigeration and isn’t freeze-dried. Here’s the video clip, from the BBC Four program, After Life: The Strange Science of Decay.

Ma dico io… dopo 3 anni non sarà che ci saremo affezionati troppo per poterlo mangiare?

La notizia curiosa è segnalata da Boing Boing.

Ologrammi "touch", il futuro è già qui

La tecnologia legata agli ologrammi ha fatto passi da gigante e sono ormai molte le sue applicazioni. Certo il livello di sofisticazione immaginato in film futuristici è ancora molto lontano dalle possibilità attuali ma… ci stiamo avvicinando

Guardate per esempio cos’è possibile fare grazie agli sviluppi della società russa Displair.

Che ne pensate, non è strabiliante? Se volete qualche altro assaggio potete leggere anche questo articolo.