Non sai cosa scrivere nel blog? Ecco 22 consigli infallibili

La sindrome del foglio di carta bianco colpisce spesso chi scrive: sarà capitato anche a voi di non riuscire a trovare un argomento di cui parlare.

Non sempre infatti lo spunto per la creazione di un buon articolo arriva subito. A volte basta leggere un post scritto da qualcun altro per avere l’ispirazione, altre volte, invece, si resta impassibili a guardare la “tela bianca” senza che arrivi il più piccolo cenno di idea.

Per questo vi propongo questa bella infografica che in ben 22 mosse permette di risolvere, per sempre, il problema della mancanza di ispirazione.

La grafica e il testo esplicativo sono opera di CopyBlogger.

The graphic is based on 21 Ways to Create Compelling Content When You Don’t Have a Clue by Copyblogger guest writer Danny Iny

come scrivere contenuti interessanti

Biometria delle chiappe

Ah la biometria… c’era una volta quella che tentava di identificare l’identità di una persona dalla pressione esercitata dal piede sul terreno.

biometria delle chiappe

Adesso un team di scienziati giapponesi (e chi sennò…) sta lavorando sulla biometria delle chiappe: secondo gli studi dell’Advanced Institute of Industrial Technology sarebbe possibile identificare una persona, con una precisione del 98%, dalla pressione che il suo fondoschiena esercita quando si siede.

Al momento le rilevazioni variano a seconda del tipo di mutande (o vestiario in generale) indossato durante i test.

Letto su Boing Boing nel post Butt biometrics.

IBM costruisce un chip di memoria, un atomo alla volta

IBM builds memory chips one atom at a timeIncredibile ma vero (anche se per ora non praticabile industrialmente) quanto realizzato nei laboratori di ricerca IBM: i ricercatori di Big Blu hanno costruito un chip di memoria atomo per atomo arrivando a costruire un chip almeno 100 volte più denso dei moderni dischi rigidi.

La tecnica di manipolazione a livello atomico di IBM è nota da qualche anno e qui di fianco potete vederne una simbolica dimostrazione.

L’applicazione pratica di questa nuova tecnica però non sarà attivata a breve perché gli attuali processi produttivi non dispongono delle apparecchiature necessarie a ottenere questo risultato.

Andreas Heinrich, project leader IBM, nel video qui sotto ne spiega i dettagli.

Se poi volete rendervi conto di quanto piccolo sia un atomo, allora guardate questa incredibile dimostrazione: Cell size and scale.

Letto su GigaOM  nel post IBM builds memory chips one atom at a time.

Dischi rigidi, back to 1956

Era il 1956 e la IBM commercializzava un disco rigido da ben 5 Mb al modico costo di 35.000 dollari. Ne è passata di tecnologia sotto i ponti… adesso in tasca possiamo metterci hard disk con capienze più di 1000 volte superiori.

La notizia curiosa l’ho trovata su Engadget, che cita The Next Web che a sua volta riprende TexomaTube.

Check out IBM’s 305 RAMAC (Random Access Method of Accounting and Control) hard disk and those gripes about dragging around that USB thumb drive soon evaporate. This 1956 HDD was composed of 50 24-inch discs, stacked together and taking up 16 sq ft of real estate. The once-cutting-edge monstrosity was capable of commanding an annual fee of $35,000 and stored up to 5MB of data. Sure, by modern standards it’s a pretty modest capacity, but the RAMAC still weighed in at just shy of a ton. Our technological forefathers could have done with that exoskeleton prototype.

un disco rigido da 5 mb nel lontano 1956

Impressionante, vero?

Il panino immarcescibile del futuro

il panino immarcescibile dell'esercito statunitense

Dove ci porterà l’evoluzione della tecnologia alimentare? Verso un futuro di cibi che non marciranno mai? Potrebbe essere così dal momento che l’esercito degli Stati Uniti sta già utilizzando un panino che ha una vita di 3 anni, non marcisce, non deve essere tenuto in frigorifero, non è disidratato…

The US Army has developed a sandwich that doesn’t rot even after a few years. It doesn’t need refrigeration and isn’t freeze-dried. Here’s the video clip, from the BBC Four program, After Life: The Strange Science of Decay.

Ma dico io… dopo 3 anni non sarà che ci saremo affezionati troppo per poterlo mangiare?

La notizia curiosa è segnalata da Boing Boing.

Ologrammi "touch", il futuro è già qui

La tecnologia legata agli ologrammi ha fatto passi da gigante e sono ormai molte le sue applicazioni. Certo il livello di sofisticazione immaginato in film futuristici è ancora molto lontano dalle possibilità attuali ma… ci stiamo avvicinando

Guardate per esempio cos’è possibile fare grazie agli sviluppi della società russa Displair.

Che ne pensate, non è strabiliante? Se volete qualche altro assaggio potete leggere anche questo articolo.