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Nel caso decideste di affidarvi a un’azenzia e vogliate sapere se il prezzo che vi propongono è corretto o “gonfiato”…

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Sempre ficcante e preciso… bravo Matteo!

La questione degli stipendi dei delegati

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Aggiornare Tumblr usando Windows Live Writer

Bene, bravo, bis… a parte qualche problema con le accentate (che in questo secondo test ho provato a sostituire usando la codifica HTML senza successo, tutto ha funzionato a dovere.

Come ho fatto? Semplice:

  1. ho creato un account su ping.fm
  2. ho configurato il servizio tumblr
  3. ho installato in Windows Live Writer il plugin xPollinate (l’unica accortezza è di avere l’ultima versione di WLW (14.0.8117.416)
  4. ho inserito al suo interno la chiave di sicurezza fornita da ping.fm
  5. ho pubblicato il post su un blog fittizio (questo perché sul mio dominio ho una sezione dedicata a Tumblr e ho il blog personale. Non volevo duplicare i contenuti)
  6. et voilà…

Spero sia tutto chiaro, non mi sono dilungato nella descrizione dei vari passaggi perché sono davvero estremamente semplici.

Nota bene: ho constatato 2 piccoli problemi che mi hanno costretto (per ora) a usare direttamente la dashboard di Tumblr. Il primo è che le accentate continuano ad apparire in modo non corretto. Il secondo – più fastidioso – è che anche la modifica del post viene considerata come una nuova pubblicazione e duplica i contenuti. Ma per il resto sono soddisfatto!

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METILPARABEN: Fuori orario (via iorejna)

Concordo in pieno…

A quel punto i negozianti si incazzano. Forse, tiro a indovinare, perché hanno paura che qualcuno di loro abbia più voglia di lavorare, o magari che lavori lo stesso numero di ore ma si ingegni per cambiare l’orario in cui resta aperto, e che in questo modo porti via loro i clienti. I quali clienti, secondo il loro dio, non devono andare da loro perché li scelgono in base alla qualità del servizio che ricevono, ma semplicemente perché vi sono costretti.
Sotto casa mia c’è già, un negozio che resta aperto un pochino più degli altri. Sono là da un mese e mi ha già salvato le chiappe tre o quattro volte. Il suo titolare, guarda caso, è uno straniero: e magari, tiro ancora a indovinare, siccome è straniero non ha ancora sviluppato la curiosa convinzione che quello che incassa gli sia dovuto per grazia divina.
Io sono felice che ci sia, e sarò ancora più felice se tra qualche mese ce ne saranno degli altri: semplicemente perché mi consentirebbero di vivere un tantino meglio.
A me, e ad altri milioni di persone come me.

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Internet sono le persone, non gli algoritmi

internet sono le persone

Come è iniziato per voi il 2012? Spero bene… il mio si è presentato tranquillo e placido, con sembianze serene ma con la prospettiva di mettere in conto un gran lavoro da fare. Servirà spolverare via un po’ della pigrizia accumulata nel corso degli ultimi anni, si dovrà rimboccarsi le maniche e cercare, finalmente, una strada diversa, che possa portare a una meta lavorativa, finanziaria più sostenibile.

Ho deciso che mi prenderò molto più tempo per me stesso e per la mia famiglia e che cercherò insieme a mia moglie di trovare il modo di vivere bene senza farmi prendere dall’ansia e dal nervosismo che domina ormai le nostre vite cittadine.

Ho anche deciso che non mi incazzerò più se, là fuori, la gente comune se ne fotte del risparmio energetico, delle regole e dell’educazione. Affanculo! Periranno della loro cattiva abitudine a non fare le cose giuste…

Quelli che invece ci tengono al prossimo, al mondo e alla convivenza civile, quelli saranno i benvenuti. Saranno loro le persone con cui costruire un futuro nuovo e più soddisfacente, Gli altri si fottano!

Per questo vi voglio proporre questo post di Techcrunch: The Internet is people.

There’s always been a tension on the Internet between humans and algorithms. In the early days, Yahoo was a human-curated index, remember? But humans couldn’t keep up, and the algorithms took over. Today, the human factor is rising in importance once again with Facebook, Twitter, and countless mobile applications like Instagram. Everything is social. The tension today is between social and search—humans versus computers.  Except that it isn’t so simple…

Significa che dobbiamo tornare alle origini del web, dove la collaborazione portava a costruire cose buone, non solo risultati finanziari ed economici ma, soprattutto, risultati sociali.

Bene, al bando gli algoritmi e gli automatismi: Internet è fatto di persone. Buone e cattive naturalmente. Ma uniamo le buone. Gettiamo via la maschera della virtualità e diamoci da fare, insieme, per un futuro migliore. Lo dobbiamo ai nostri figli!

Buon 2012!