La Sostenibilità è un percorso evolutivo: dall’iniziale prospettiva di transizione energetica ed ecologica, si giunge oggi alla necessità di una trasformazione completa della società, delle aziende e delle persone… per questo servono piani misurabili e tempi di realizzazione certi

Da un principio quasi filosofico di sostenibilità, oggi, siamo in una fase matura della trasformazione delle imprese in veri green business, consci che non basta più essere ecologici e utilizzare le energie rinnovabili per essere sostenibili.

È necessario, invece, essere a 360° promotori di un nuovo modello di sviluppo ambientale, sociale ed etico ed essere inseriti in un circuito virtuoso insieme ad altre aziende, agli enti locali e a quelli centrali.

La Sostenibilità è uno sport di squadra, non una competizione individuale e un ecosistema dinamico è l’approccio migliore per raggiungere gli obiettivi Esg.

Per questo è fondamentale che si collabori tutti insieme – aziende di tecnologia, organizzazioni non governative, società di consulenza gestionale, integratori di sistemi globali, piattaforme di valutazione della sostenibilità, organizzazioni responsabili della definizione degli standard, comunicatori – per comprendere appieno le esigenze di sviluppo sostenibile delle imprese e creare soluzioni specifiche e personalizzate per consentire loro di raggiungere i loro obiettivi.

I trend di sviluppo sostenibile per le imprese italiane

Il primo passo per conoscere le esigenze delle imprese è fotografare la situazione, per offrirne un quadro trasparente e a fuoco. È quello che ha fatto Ey con il suo studio Seize the change – futuri sostenibili, che analizza i trend dello sviluppo sostenibile delle aziende italiane.

L’indagine di quest’anno – basata su un campione di oltre 300 aziende di diversi settori industriali – mette in luce l’accelerazione delle imprese nell’impegno verso i temi della sostenibilità.

In particolare, l’analisi Ey ha preso in considerazione 5 temi principali per delineare, attraverso metriche qualitative e quantitative, come le aziende italiane si posizionano in termini di:

piani di sostenibilità
cambiamenti climatici
catena di fornitura
finanza sostenibile
economia circolare e impatto sociale

Per quanto riguatrda il primo punto, emerge dallo studio che il 69% delle aziende intervistate ha previsto un piano di sostenibilità corredato da obiettivi e nel 44% dei casi (+6% rispetto al 2019) sono stati formalizzati target quantitativi, mentre solo il 35% delle aziende ha definito anche le relative tempistiche per il raggiungimento degli obiettivi.

Invece, ancora un 15% delle società intervistate ha ammesso di non aver ancora elaborato un piano di sostenibilità, anche se ne è stato previsto lo sviluppo.

Quasi il 20% del campione ha dichiarato che il mutato contesto ha accelerato la transizione verso modelli più sostenibili e nel 32% dei casi le attività previste dal piano di sostenibilità hanno continuato senza particolari ridimensionamenti.

Il 33% delle informative non finanziarie analizzate riportano iniziative legate alla finanza sostenibile, in particolare nei settori dell’Insurance and Banking e dell’Itc e dell’Hi-Tech. Rispetto al 2019 si registra un trend di crescita dell’8% nel numero delle iniziative delle aziende intervistate che hanno avviato strategie di finanza sostenibile.

L’84% del campione delle aziende quotate, infine, dichiara di aver implementato iniziative legate alla finanza sostenibile, registrando un incremento dell’8% rispetto al 2019.

Sempre più aziende sono consapevoli che l’integrazione della sostenibilità nel business passa attraverso una pianificazione strategica che includa obiettivi quanto più possibile misurabili e la definizione di una governance adeguata.

I dati raccolti confermano, non solo che le aziende di grandi dimensioni si confermano leader nella transizione verso uno sviluppo sostenibile, ma che anche le Pmi si stanno evolvendo verso modelli di business sempre più focalizzati su temi di sostenibilità.

Dal nostro studio si evince infatti che, nonostante la pandemia, il mutato contesto non ha provocato particolari impatti nella transizione verso modelli maggiormente sostenibili per oltre 1/3 delle aziende e addirittura ha comportato un’accelerazione per le attività previste nei piani di sostenibilità per circa il 20% delle stesse” commenta Riccardo Giovannini, Ey Italy.

Le cinque azioni da mettere in pratica per un business sostenibile

Piani misurabili, date precisi, piani di attuazione: la Sostenibilità richiede una precisione e un cronoprogramma preciso. Non si improvvisa nulla. Per questo, il fondamento a una strategia di sviluppo sostenibile valida sono i dati.

Non si può gestire ciò che non si può misurare, non si può migliorare se non si sa dove mettere le mani… questo vale per la parte economico-finanziaria ma anche per quella legata alla sostenibilità.

E le aziende non sono soddisfatte dei dati che hanno a disposizione e sui quali devono prendere le loro decisioni strategiche. Lo rivela una ricerca svolta da Sap Insights secondo la quale questo malumore tocca addirittura il 79% delle aziende.

Peggio, il World Economic Forum riporta che solo il 9% delle imprese utilizza attivamente soluzioni software che supportino la raccolta, l’analisi e la rendicontazione dei dati sulle azioni ambientali, sociali e di governance (Esg).

Ecco allora un’indicazione – elaborata da Sap – sulle cinque azioni che possono permettere alle imprese, alle industrie e alle economie di ottenere risultati positivi nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

stabilire una strategia aziendale sostenibile: assicurarsi che la sostenibilità sia un punto fondamentale della propria strategia e e che tutte le funzioni dell’organizzazione abbiano un ruolo. Misurare i progressi e riportare i risultati annuali di sostenibilità con la stessa cura e attenzione dei dati finanziari
introdurre dati sostenibili nei processi e condividerli con il proprio ecosistema: utilizzare i dati sulla sostenibilità all’interno dei processi aziendali per prendere decisioni sostenibili e redditizie e misurare le prestazioni. Quindi condividere i dati sulle prestazioni di sostenibilità, che potrebbero includere emissioni di carbonio, utilizzo dell’acqua, riciclabilità o informazioni sulle condizioni di lavoro, con i propri fornitori, associazioni di settore, autorità di regolamentazione e Oon
gestire l’esposizione al carbonio e al clima in tutta l’organizzazione: ridurre i rischi finanziari e reputazionali tenendo conto e gestendo le emissioni legate al clima in tutte le parti della catena del valore, fino a livello del singolo prodotto e servizio
abbracciare la circolarità, riciclare e rigenerare: usare i principi operativi per evitare, ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare i materiali per diminuire quanto più possibile gli sprechi e accelerare l’adozione di processi di economia circolare
dare la priorità alle persone lungo la catena del valore: migliorare la propria sostenibilità sociale rispettando diversità, salute, sicurezza e i diritti dei dipendenti, sviluppando opportunità di formazione e crescita e creando sinergie intelligenti grazie a una funzione procurement innovativa

E l’elemento chiave in grado di attivare le qaziende in questo processo evolutivo e di trasformazione sono i dati.

Non c’è dubbio che se le imprese si muovono velocemente verso la sostenibilità, l’impatto che ne consegue sarà positivo e importante per le persone e il pianeta. Ed è anche la più grande opportunità economica del nostro tempo. Considerare la sostenibilità come un costo aggiuntivo per un’azienda non è corretto; in realtà è un vantaggio competitivo. Ed è tempo che ogni azienda agisca” afferma Julia White, membro dell’Executive Board di Sap SE e chief marketing and solutions officer di Sap.

Crediti immagine: Depositphotos

L’articolo Aziende e sostenibilità, non basta l’attenzione, servono piani misurabili e tempi certi è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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