La liquirizia trova vari impieghi nelle medicine tradizionali di tutto il mondo; in particolare può aiutare nella cura delle ulcere. Conosciamola meglio…

I rizomi e la radice di liquirizia vengono utilizzati in tutte le medicine tradizionali del mondo, da quella indiana alla cinese, passando per quella del Mediterraneo, arrivando fino in America, dove questa, fu una delle prime piante a essere introdotte dai coloni europei.

In queste medicine, la liquirizia trova diversi impieghi, è usata per lenire il mal di stomaco, per la tosse, per la congestione e per alleviare ulcere della bocca, ma anche come tonico.

In fitoterapia invece, viene usata sia come espettorante, ma sopratutto, come coadiuvante nella guarigione delle ulcere gastriche e duodenali.

La formazione delle ulcere gastriche può dipendere da diverse cause, quelle più comuni sono le infezioni del batterio Helicobacer pylori o, anche, l’uso indiscriminato di antinfiammatori non steroidei (Fans), che determinano nel tempo danni al rivestimento interno dello stomaco e del duodeno provocando dolore e bruciore.

L’estratto secco di liquirizia non cura l’ulcera, ma è in grado di lenire i sintomi e di favorirne la guarigione, questo perché contiene una saponina triterpenica chiamata glicirrizina, che, nell’intestino si scompone in acido glicirretico e così viene assorbita.

Ed è proprio l’acido glicirretico che ha un’azione antinfiammatoria e lenitiva sulla mucosa dello stomaco e dell’intestino. Negli anni quaranta la liquirizia divenne uno dei fitoterapici più prescritti per curare l’ulcera, ma più veniva assunta più si notavano degli importanti effetti collaterali, come: ritenzione idrica, aumento dell’escrezione di potassio e soprattutto pressione alta.

La glicirizzina e i suoi derivati sono responsabili delle azioni farmacologiche della liquirizia ma sono anche le molecole imputate della sua potenziale tossicità e questo non riguarda solo l’uso medico della pianta, sotto forma di estratto, ma anche il suo consumo in cibi e bevande.

Infatti, sono diversi i casi di ipertensione o eccessiva perdita di potassio riscontrati oggigiorno in pazienti che ricorrono a cure immediate nei pronto soccorso, perché mangiano liquirizia pura in modo continuativo e indiscriminato in dosi superiori ai 40 grammi al giorno.

La glicirizzina nonostante tutto, fu molto studiata e negli anni sessanta fu sintetizzato un suo derivato semisintetico il carbenoxolone sodico, che veniva usato proprio in caso di ulcera.

Il medicinale oggi non viene più prescritto a causa dei suoi numerosi effetti collaterali ed è stato sostituito da altri farmaci più efficaci e soprattutto sicuri.

E se in Europa, a oggi, si stanno studiando gli effetti benefici di preparati fitoterapici privati di glicirizzina, in Cina e Giappone, invece, si stanno testando gli effetti protettivi a livello epatico della glicirizzina.

Attualmente però, non ci sono prove di efficacia dei preparati privi di glicirizzina in caso di ulcera.

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Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram

L’articolo Liquirizia, un aiuto nella cura delle ulcere è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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