Bonus acqua potabile: l’Agenzia delle Entrate comunica che fino al 28 febbraio è possibile inviare il computo delle spese sostenute per i sistemi di miglioramento dell’acqua potabile.

Dal 2 febbraio – comunica l’Agenzia delle Entrate – diventa operativo il bonus acqua potabile ed è quindi possibile comunicare le spese sostenute nel 2021 attraverso il modello presente online nella propria area riservata o attraverso i canali telematici dell’agenzia.

In questo modo sarà possibile usufruire di un credito d’imposta del 50% riconosciuto per l’acquisto di sistemi che migliorano la qualità dell’acqua da bere, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020).

Quando si riceverà l’accettazione della propria domanda – entro 10 giorni dall’invio della comunicazione – sarà utilizzabile in compensazione attraverso un F24 il credito d’imposta riconosciuto; per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, la compensazione sarà inserita nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e agli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus.

Chi, invece, sostenesse le spese previste dal bonus acqua potabile nel corso del 2022 dovrà attendere il prossimo anno per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Bonus acqua potabile: di cosa si tratta?

La Legge di Bilancio 2021 ha previsto un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare per il miglioramento qualitativo delle acque potabili erogate da acquedotti.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2022 ha prorogato questa agevolazione anche per le spese che verranno sostenute nel 2023.

Con questa iniziativa si vuole incentivare e razionalizzare il consumo di acqua potabile e ridurre il consumo di acqua in bottiglia di plastica.

Il bonus è disponibile per le persone fisiche, i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Come ottenere il bonus acqua potabile

Le spese sostenute devono essere documentate da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito.

Per i privati e in generale i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti.

Tuttavia, per le spese sostenute prima del 16 giugno 2021 (data di pubblicazione del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha dettato criteri e modalità per accedere al bonus) verranno considerati validi anche i pagamenti avvenuti in modo diverso da quelli elencati ed è possibile integrare la fattura o il documento commerciale attestante la spesa annotando sui documenti il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

A quanto ammonta il credito

Il credito d’imposta riconosciuto dal bonus acqua potabile è pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 1.000 euro di spesa per ciascun immobile per le persone fisiche e di 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Tuttavia, considerato che per il 2021 il tetto per la spesa complessiva è di 5 milioni di euro, l’Agenzia calcolerà la percentuale rapportando questo importo all’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate.

L’articolo Bonus acqua potabile: via alla comunicazione delle spese sostenute è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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