Avviato sotto l’egida dell’Università degli Studi di Milano, dipartimento Disaa, e del Consorzio Italbiotec il progetto SmartFeed per la produzione di mangimi parte da un insetto “buono”: la Hermetia illucens che ama nutrirsi di Forsu

Obiettivamente la raccolta differenziata nel nostro Paese funziona. Vuol dire che siamo bravi, anche dentro le nostre mura domestiche a dividere i rifiuti: in primis secco e umido. E di umido se ne produce tanto (nella sola Lombardia circa 1,2 milioni di tonnellate/anno).

Quest’ultimo tecnicamente lo chiamiamo Forsu (acronimo di frazione organica del rifiuto solido urbano) e dovrebbe raccogliere gli scarti di cucina. Con questi è possibile creare valore ed è quanto l’economia circolare sta facendo, con numerosi progetti di ricerca in atto.

Come quello su cui sta ragionando il progetto SmartFeed (2019-2206, finanziato da Fondazione Cariplo) che punta a sperimentare e poi produrre un mangime ricco di proteine per il settore zootecnico, in particolare avicolo.

Come? Con insetti, anzi con un buon insetto: la Hermetia illucens. Alghe e Forsu completano gli elementi principali di questa puntata di Pink&Green.

Uno collegato all’altro, ma in che modo? Ne parliamo con le due ricercatrici – Costanza Jucker e Sara Savoldelli – che stanno seguendo il progetto Smart Feed sotto l’egida dell’Università degli Studi di Milano, dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, e in primis del professor Fabrizio Adani (importante è anche il supporto organizzato del Consorzio Italbiotec).

La Jucker e la Savoldelli sono due entomologhe che, come loro stesse raccontano, stanno studiando gli insetti da un nuovo punto di vista.

Insomma, siamo nel pieno dell’economia circolare perché, almeno in teoria, questo progetto non dovrebbe poi scartare nulla. Addirittura, la Forsu residua – quella che prima avrà alimentato le larve – verrà valorizzata in un impianto di digestione anaerobica che permetterà di produrre energia elettrica e calore.

Energia che potrebbe essere utilizzata per la crescita delle larve, riducendo i costi di produzione del mangime. Il digestato prodotto sarà valorizzato per la coltivazione di microalghe e come sostituto dei fertilizzanti minerali promuovendo l’agricoltura di precisione.

La ricerca è in atto e non si esclude che ne conosceremo delle belle. Intanto, proprio nel mese di febbraio, per gli interessati, parte anche una winter school per fare il punto sulla tematica.

L’articolo Di compost e insetti non si butterà via niente: lo promette il progetto SmartFeed è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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