Le BCorp sono aziende che hanno ottenuto una certificazione che attesta il loro impegno su tematiche ambientali e sociali. Anche nel nostro Paese cresce il numero delle imprese che l’hanno conseguita e che scelgono così di contribuire alla risoluzione della crisi ambientale

Il 2021 ha confermato il trend di crescita delle temperature globali, piazzandosi tra il quinto e il settimo posto nella classifica degli anni più caldi di sempre. Oltre ad aver fatto registrare l’estate più calda di sempre nell’emisfero settentrionale, con ondate di calore record in Canada, incendi, alluvioni e livelli mai raggiunti nella concentrazione di CO2, metano e protossido d’azoto, il 2021 spicca in particolare per l’aumento del contenuto di calore degli oceani (Ohc).

Anche in questo caso, il valore raggiunto l’anno scorso non ha precedenti nella storia: dal 1940 a oggi l’Ohc è aumentato di 417 zettajoule (uno zettajoule equivale a mille miliardi di miliardi di joule, un 10 seguito da 21 zeri) e solo tra il 2020 e il 2021 è cresciuto di 14 zettajoule, una quantità pari a 23 volte tutta l’energia usata sulla Terra nel 2019.

Al di là dei numeri, la crescita del contenuto di calore è particolarmente preoccupante perché è negli oceani che finisce la maggior parte del calore intrappolato nell’atmosfera e, soprattutto, perché l’Ohc è considerato l’indicatore più affidabile del riscaldamento in atto.

Le serie storiche sul riscaldamento degli oceani non mostrano per esempio segnali della pausa nella crescita delle temperature che, all’inizio del XXI secolo, era stata usata per negare il riscaldamento in atto.

È quindi davvero sempre più urgente cambiare rotta e adottare a ogni scala quelle azioni che possono ridurre le emissioni, tamponando nel contempo gli impatti sulla società e sui suoi membri più deboli.

Un settore particolarmente promettente è quello delle BCorp, vale a dire quelle aziende che hanno ottenuto la certificazione rilasciata da B Lab, una non profit statunitense che valuta il soddisfacimento di una serie di requisiti ambientali e sociali molto stringenti.

Inoltre, verifica che le aziende certificate considerino, in linea con le norme che regolano il settore delle BCorp, l’impatto delle loro decisioni su tutti i loro stakeholder, ribaltando l’approccio tradizionale per cui le imprese tengono conto, nelle loro decisioni, solo delle richieste e delle aspettative degli azionisti.

Il movimento delle BCorp sta crescendo sempre di più, a oggi sono oltre 4.500 imprese in quasi 80 paesi e anche in Italia non mancano i casi di imprese certificate (Edizioni Green Planner è una di queste, certificta nel 2018 e ricertificata lo scorso anno).

Tra le ultime ad aver conquistato la certificazione, zeroCO2, impresa nata due anni fa che gestisce progetti di riforestazione in Guatemala, Perù, Argentina e Italia.

La mission di zeroCO2 è da sempre quella di coniugare la riduzione degli impatti sull’ambiente con i vantaggi per le comunità locali, garantendo nel contempo la massima trasparenza.

Ogni albero piantato da zeroCO2 – a oggi sono quasi 400.000 – viene tracciato con un QRcode che attesta l’unicità della pianta e permette di monitorarne la crescita nel tempo e la localizzazione.

Anche AWorld, l’app scelta dalle Nazioni Unite a supporto della campagna contro il cambiamento climatico ActNow, ha ottenuto la certificazione BCorp. In un anno, le persone che hanno scaricato la app in 190 paesi in tutto il mondo hanno registrato sulla piattaforma oltre 5 milioni di azioni a difesa del clima, tra cui la messa a dimora di quasi due milioni di alberi.

Ci sono poi aziende italiane che, oltre a certificarsi BCorp, lavorano insieme a imprese di altri paesi per migliorare la sostenibilità del proprio settore. È il caso di Davines, marchio che dal 1993 opera nella cosmetica professionale in 90 paesi, che si è associato ad altre 25 aziende di otto paesi e tre continenti a formare la Corp Beauty Coalition, che vuole trasformare l’industria della bellezza migliorandone gli standard di sostenibilità.

Le aziende che fanno parte della coalizione si impegnano a collaborare tra loro, condividendo le pratiche migliori in ambito sociale e ambientale e sensibilizzando i consumatori sull’associazione tra bellezza e responsabilità.

Allo stesso tempo, la B Corp Beauty Coalition vuole aiutare i clienti della beauty industry a orientarsi verso scelte di consumo più sostenibili, comunicando un nuovo modello di beauty for good, che associa la bellezza a una maggiore responsabilità sociale e ambientale.

L’articolo La crescita, buona, delle BCorp in Italia è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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