La relazione fra umani e animali soprattutto nelle città è certamente un tema urgente per il benessere di entrambi. Il rapporto Animali in città di Legambiente dipinge la situazione e indica le città e le aziende sanitarie più virtuose…

Legambiente ha pubblicato il X Rapporto nazionale Animali in città 2022 che valuta le performance delle amministrazioni comunali e delle aziende sanitarie per offrire una migliore convivenza nei contesti urbani con gli animali domestici e selvatici.

Ovviamente cani e gatti la fanno da padroni, basti pensare che in Lombardia risultano registrati 1.768.444 cani, vale a dire 1 cane ogni 5,6 cittadini, mentre 280.256 sono i gatti, 1 ogni 35,6 cittadini.

Questo dato deve però considerare che l’anagrafe degli animali d’affezione è obbligatoria per i cani e i gatti nati a partire dal 2021, mentre per altre specie, come i furetti, non lo è.

Dal rapporto emerge che servono anagrafi animali più efficienti, in modo da avere una panoramica della situazione più completa, anche perché non esistono dati sulle colonie feline e sul randagismo.

Manca ancora un’anagrafe unica nazionale obbligatoria, aperta a tutte le specie animali e questo penalizza anche la pianificazione per organizzare e fornire servizi ai cittadini, effettuare controlli sanitari e migliorare la convivenza con gli animali.

Un altro tema importante è quello del censimento e della conoscenza della biodiversità animale nelle nostre città, come sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Il livello di conoscenza della biodiversità animale che abita sempre più spesso i territori urbanizzati è ancora troppo scarso. Eppure sarebbe molto importante monitorare tutto il variegato mondo animale, ricchissimo in termini quantitativi e qualitativi, che abita le case della nostra regione, sia in quanto valore naturale da promuovere sia per le nuove esigenze, sanitarie e di sicurezza che la convivenza tra uomini e animali comporta“.

Vita da cani e gatti in Lombardia

Sono poche le amministrazioni comunali che, rispondendo ai questionari di Legambiente, dichiarano di monitorare le colonie feline presenti nel proprio territorio.

Tra i comuni più virtuosi figura Pero (Mi) con 1 gatto ogni 8 cittadini e tra le città con il maggior numero di colonie feline controllate il rapporto annovera Milano con 1.320 colonie per 20.000 gatti e 1.320 gattare/i (1 gattaro ogni 15,1 gatti).

Per quanto riguarda i cani i Comuni più attenti al loro benessere in città figurano i lombardi Cesano Boscone (Mi), dove è stata realizzata 1 area cani ogni 1.316 residenti, e Milano che per offrire 1 area cani ogni 3.411 cittadini, per un totale di 403.

Le performance peggiori si registrano in quattro Comuni lombardi che dichiarano di spendere meno a livello nazionale per servizi dedicati agli animali d’affezione: Nerviano (Mi) 0,053 euro per cittadino, Ronco Briantino (Mb) 0,059, Terno d’Isola (Bg) 0,059 e Mandello del Lario (Lc) 0,067, contro una spesa media di 2,4 euro per cittadino.

Premio Animali in Città

Quest’anno il premio nazionale Animali in Città verrà assegnato in primavera a Mantova e a Milano, città che hanno avuto la migliore valutazione complessiva dei 36 indicatori considerati nell’indagine.

Fra le aziende sanitarie invece saliranno sul podio Ats Brescia e Ats della Montagna (Sondrio, Valtellina, Valcamonica) in competizione con le 50 aziende sanitarie che hanno fornito i dati a Legambiente.

Ma quali sono i parametri principali? Fra gli indicatori di rilievo per questa indagine ci sono: corretta detenzione, accesso a uffici e locali pubblici, accesso in spiaggia, presenza di esche avvelenate, botti e fuochi, cremazione e sepoltura, gestione dei circhi, agevolazioni delle adozioni, agevolazioni alle sterilizzazioni.

Inoltre vengono considerate la spesa media pro capite a livello nazionale per i pet, le spese delle amministrazioni locali e le spese sanitarie, la spesa pubblica per i parchi nazionali, marini e le riserve naturali.

Obiettivi entro il 2030

Tra i principali obiettivi che Legambiente ha indicato nel rapporto nazionale, ne sono stati individuati sei per migliorare la convivenza nei centri urbani, monitorare le presenze e creare quelle strutture utili al controllo e al benessere di tutti:

approvare e far entrare in vigore, entro il 2022, l’anagrafe unica nazionale per tutti gli animali d’affezione o da compagnia
porsi l’obiettivo nazionale di costituire reti e alleanza tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati entro il 2025 per la tutela degli animali d’affezione e selvatici
porsi l’obiettivo nazionale entro il 2030 di arrivare a 10.000 assunzioni di veterinari pubblici in servizio
arrivare ad avere entro il 2030 mille strutture veterinarie pubbliche su tutto il territorio nazionale tra canili e gattili sanitari e ospedali veterinari (uno ogni 300-400 mila cittadini opportunamente distribuiti territorialmente)
potenziate la rete degli spazi verdi urbani e delle aree cani entro il 2030 per arrivare ad avere un’area cani ogni 1.000 abitanti in ogni città
formare 15.000 guardie ambientali e zoofile volontarie entro il 2030

L’articolo Animali in città, la fotografia della situazione nel rapporto Legambiente è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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