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Educazione ambientale, l’Europa la vuole


Non un semplice studio dell’ambiente naturale, ma un’azione che promuove i cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti, sia a livello individuale che collettivo: i contenuti etici dell’Educazione Ambientale.

La sfida ambientale, legata alla conservazione delle risorse del nostro Pianeta, non è più eludibile per le future generazioni. L’educazione all’ambiente e alla sua sostenibilità, ormai sempre più necessaria per il Pianeta, è un importante obiettivo strategico, per il futuro del nostro Paese e delle giovani generazioni che lo vivono e lo vivranno nella sua complessità.

Perché questo accada, è necessario un profondo cambio di mentalità che coinvolga le istituzioni, le imprese, le singole persone e la scuola. E questa nuova consapevolezza è oramai nelle corde di Bruxelles che si rivolge al mondo scolastico, agli insegnanti e agli studenti, per una maggiore alfabetizzazione sulla sostenibilità ambientale, pubblicando anche una proposta di raccomandazione sulla formazione.

Conoscere e acquisire competenze sulla sostenibilità ambientale, sulla transizione green, questi i prossimi step dell’Europa per andare incontro ai bisogni dell’istruzione scolastica, coinvolgendo e lavorando in sinergia con gli Stati membri e gli erogatori di formazione di ogni grado e livello.

Per mettere a sistema questa necessità, bisogna fare un passo indietro, arrivando all’estate del 2021, quando in vista della preparazione di questa proposta di raccomandazione sull’educazione alla sostenibilità ambientale, la Commissione europea aveva aperto una consultazione pubblica per raccogliere i pareri degli stakeholder interessati che è poi scaturita appunto, nella proposta di raccomandazione.

Oltre il 70 % dei cittadini aveva indicato la formazione come il settore più importante per la trattazione della sostenibilità ambientale e quasi il 60% gli enti pubblici e oltre il 30% dei mass-media si erano espressi a favore di una formazione che ponga maggiormente l’attenzione sul tema.

L’educazione ambientale e le direttive europee

Si vanno quindi via via delineando i nuovi contorni della trattazione del tema a livello europeo, che amplifica il suo raggio di azione, interessando il mondo della scuola, per contaminare e stimolare il pensiero critico degli studenti.

L’obiettivo della proposta è sostenere gli Stati membri, il mondo della scuola e tutte le organizzazioni che si occupano di formazione, nella conoscenza e nelle competenze in materia di sostenibilità ambientale e cambiamento climatico.

Un nuovo quadro europeo delle competenze sulla sostenibilità pubblicato dal Centro Comune di Ricerca – Direzione Generale della Commissione europea, contestualmente alla raccomandazione, ne delinea le competenze necessarie per la transizione verde, tra cui il pensiero critico, l’assunzione di iniziative, il rispetto della natura e la comprensione dell’impatto che le azioni e le decisioni quotidiane hanno sull’ambiente e sul clima.

Gli Stati membri dal canto loro, devono contribuire in modo proattivo, mettendo in gioco tutte le azioni possibili e prevederne delle nuove, anche attraverso l’uso intelligente dei fondi europei e nazionali, per favorire la conoscenza quanto più capillare possibile, del tema della sostenibilità ambientale, tra i giovani cervelli in particolare, ma l’obiettivo per l’Europa è raggiungere una più ampia platea di discenti di qualsiasi età e livello di scolarizzazione, favorendo così un’educazione inclusiva e di qualità.

Scopriamo i contenuti della proposta europea

Sono quattro gli output prioritari che si è data la Commissione europea e per i quali invita gli Stati membri a fornire agli studenti di tutte le età l’accesso a un’istruzione e a una formazione inclusiva e di alta qualità sui cambiamenti climatici, sulla biodiversità e sulla sostenibilità:

identificare l’apprendimento della sostenibilità ambientale come area prioritaria nei programmi di istruzione e formazione
incoraggiare e sostenere l’approccio alla sostenibilità nei luoghi dove si fa formazione e sviluppare visioni, concretizzare pianificazioni e governance
favorire il coinvolgimento proattivo degli studenti e dei docenti
migliorare la gestione infrastrutturale

Ma è anche fondamentale per Bruxelles l’utilizzo intelligente dei fondi nazionali ed europei per investimenti in infrastrutture, formazione, strumenti e risorse green, favorendo la transizione verde.

La strada europea quindi è tracciata, ma per raggiungere questi obiettivi, è necessario che la proposta venga discussa dagli Stati membri e poi adottata dai ministri dell’Istruzione degli Stati membri dell’Ue.

Un processo quindi condiviso e discusso a vari livelli. Ci troviamo in un’epoca che impone al mondo intero scelte radicalmente diverse da quelle compiute in passato: lontane dal modello produttivo tradizionale, dirette verso un nuovo modello di economia, quella circolare, rispettosa dell’ambiente, orientata ad una società che non produca rifiuti ma sappia creare ricchezza e benessere con il riutilizzo e la rigenerazione delle risorse

E l’educazione ambientale, per la natura complessa dei temi trattati e per la necessità di un approccio concreto nell’affrontarli, non può esaurirsi nella trattazione all’interno di una singola disciplina da parte di uno specifico insegnante, ma è opportuno invece che sia il risultato di percorsi interdisciplinari e coordinati tra loro.

L’articolo Educazione ambientale, l’Europa la vuole è stato pubblicato su Magazine Green Planner.


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