L’Università di Pisa e Arpat collaborano per iniziative a favore della ricerca e della tutela ambientale, mentre Trieste inaugura l’undicesima edizione del master sulla scienza del caffè.

L’inizio del nuovo anno porta con sé qualche novità anche in merito ai corsi di formazione: l’ateneo di Pisa promuove iniziative in tema ambiente e ricerca, mentre Trieste inaugura l’undicesima edizione del master dedicato al consumo e alla cultura di caffè.

Molto attenta alle questioni ambientali si dimostra essere l’università pisana che, assieme ad Arpat – Agenzia regionale per la protezione ambientale della toscana – stipula un accordo atto allo sviluppo di progetti di ricerca rivolti alla sostenibilità.

La collaborazione, firmata dal prorettore per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico Marco Raugi, dal direttore generale di Arpat Pietro Rubellini e dal direttore del dipartimento di scienze della terra Luca Pandolfi, intende porre l’accento sulla necessità di promuovere la ricerca, l’innovazione e la tecnologia.

Sono previsti periodi di tirocini e stage per gli studenti pisani, le tesi di laurea e dottorato presso Arpat e l’istituzione di specifiche borse di studio da svolgersi in sede di strutture aziendali.

Fare rete con gli istituti di ricerca, individuare nuove sinergie fra le strutture formative e lavorative, incrementare la protezione dell’ambiente e diffondere la conoscenza nel territorio sono i punti principali su cui si poggerà l’accordo per i prossimi quattro anni.

Un’iniziativa che, si spera, possa avere ricadute positive sulla didattica, nel campo della divulgazione scientifica e sui cambiamenti climatici.

A Trieste si studia il caffé

Con l’avvio dell’undicesima edizione del master universitario inter-ateneo di primo livello in economia e scienza del caffè – Ernesto illy, Trieste si conferma ancora una volta polo mondiale della cultura di caffé.

Il corso si rivolge a laureati in economia, ingegneria e scienze agrarie e intende offrire una formazione in toto sull’origine e sull’uso di caffé. Dalle nozioni sulla pianta alla tazzina da utilizzare, dalla storia del prodotto fino alla valenza sociale del suo consumo.

Si tratta di un master dal respiro internazionale, sia per quanto riguarda il corpo docenti, di nazionalità mista, che quello studentesco.

Sono infatti 23 i ragazzi iscritti all’anno accademico 2022, tra cui 16 provenienti da paesi diversi: Brasile, Colombia, Costa Rica, Etiopia, Grecia, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Italia, Kenya, Mozambico, Nicaragua, Stati Uniti, Ucraina e Uganda.

Il corso, costituito da 9 moduli, si svilupperà in un arco temporale di 12 mesi compreso fra gennaio e dicembre 2022 in forma ibrida. Gli studenti, anche i lavoratori, avranno così la possibilità di seguire le lezioni online da casa.

A queste verranno accostate, nei mesi di settembre e ottobre, attività laboratoriali che avranno luogo presso la sede di Illy caffé di Trieste.

La direzione del master è stata affidata a Furio Suggi Liverani, nominato da Illy caffé, Andrea Tracogna, su incarico dell’Università di Trieste e a Pietro Romano, selezionato dall’Università degli studi di Udine.

Tra gli studenti che si sono laureati nei 10 anni precedenti – 206 per l’esattezza – l’88% ha continuato a essere attivo nella filiera lavorativa del caffè.

L’articolo L’offerta formativa si amplia: Pisa punta alla ricerca, Trieste conferma il master è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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