Il mese di gennaio è solitamente dedicato alla definizione degli obiettivi dell’anno, personali e aziendali e del relativo budget di attività, di costi e di ricavi. Ma quali sono gli eventi aleatori che possono essere d’ostacolo nel percorso verso il raggiungimento degli obiettivi?

Secondo il rapporto Riskmap 2022: top risk business for 2022, pubblicato da Control Risks, società di consulenza strategica britannica specializzata in rischi politici, di sicurezza e di integrità, le imprese, in varia misura, hanno di fronte a loro un panorama di rischi globali complesso e articolato.

Vediamoli insieme:

rischio politico: gli avvenimenti politici degli ultimi mesi (specialmente quelli legati al ruolo che gli Stati Uniti stanno assumendo all’interno dell’amministrazione Biden) hanno dato il via a nuove dinamiche che influiranno sugli equilibri dei prossimi mesi e, in particolare, sull’acquisizione di fonti di energia e sulla catena degli approvvigionamenti. Questi processi saranno molto lunghi ma creeranno anche l’opportunità di disegnare una leadership differente, più concreta e sensibile alle tematiche di sostenibilità
security risk: la pandemia ha fatto capire come le aziende abbiano, oggi, difficoltà nel reagire di fronte a shock esterni che, per loro natura, hanno impatti che vanno ben oltre i confini nazionali. Questi shock influiscono in modo significativo su variabili interne quali l’inflazione, la pressione fiscale, le diseguaglianze economiche e sociali, rallentando così la  capacità di recovery del sistema
terrorismo: il 2022 sarà influenzato, anche se in modo diverso, da due fattori principali, la continuazione della pandemia e la ripresa di potere da parte dei talebani in Afghanistan. Lo scenario attuale è infatti caratterizzato da un forte aumento di malumori e conflitti, anche di tipo istituzionale, che portano a un nuovo tipo di terrorismo, più estremista e violento
cyber risk: la frequenza, la complessità e la severità degli attacchi, specialmente sulle infrastrutture critiche nazionali e globali hanno fatto capire quanto le misure di prevenzione siano essenziali nello sviluppo di una strategia di sicurezza, che deve essere inclusa tra le priorità di governi ed enti sovranazionali
rischio operativo legato ai cambiamenti climatici: il report sullo stato del clima rilasciato dal World Meteorogical Organization lo scorso autunno sottolinea come gli eventi metereologici estremi stiano diventando sempre più numerosi e interrelati tra di loro; i dati inclusi nella ricerca dimostrano inoltre come il cambiamento climatico abbia quintuplicato il numero dei disastri metereologici negli ultimi 50 anni. A livello di business, gli impatti operativi non possono più essere trascurati ma le strategie messe in atto dalle aziende non sono sufficienti per mitigare il rischio crescente dal momento che non riescono a mettere a fuoco il rischio aggregato e l’effetto combinato sulle attività operative. Bisogna quindi ragionare in una logica allargata e cooperativa, sviluppando programmi di continuità, non solo aziendale
rischio reputazionale: nel 2022 le aziende saranno sotto pressione per rispondere, in modo concreto e coordinato con le priorità definite dai governi, alla lotta al cambiamento climatico e per dimostrare, agli investitori istituzionali, gli azionisti attivisti e ai regulators, la loro capacità di essere cittadini responsabili

Cosa devono fare le aziende per poter essere preparate a gestire queste sfide?

Sicuramente un passo importante riguarda l’analisi, precisa e approfondita, dei rischi e della loro rilevanza per l’organizzazione stessa.

Questa analisi consente di procedere, in modo sistematico e organizzato, al passaggio successivo, ovvero  alla valutazione dei rischi, in termini di impatto e di probabilità, arrivando così a definire azioni di mitigazione più efficaci e in grado di mantenere un equilibrio in termini di costi e benefici.

Chi si avvicina per la prima volta al mondo dei rischi e alla sua gestione non deve sentirsi solo: i principi espressi dai modelli internazionali, tra cui Coso Erm e Iso31000 e dagli stessi codici di corporate governance, permettono anche alle realtà piccole e poco strutturate di affrontare questo argomento in modo consapevole e responsabile.

Per cominciare a considerare i rischi nell’attività imprenditoriale non servono infatti modelli matematici o statistici ma, piuttosto, una buona conoscenza dell’ambiente esterno e della realtà che caratterizza l’organizzazione, inclusi i valori, la cultura e la filosofia manageriale.

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Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin

L’articolo L’anno che verrà: il panorama dei rischi nel 2022 è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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