Rigenerazione, punti di comunità, riqualificazione: nella nuova iniziativa Salerno Punto Com c’è tutto questo e anche di più. Ecco come partecipare

Con il progetto Salerno Punto Com, la città campana mira ad attivare la prima rete di Punti di Comunità. L’obiettivo è trasformare spazi sottoutilizzati in luoghi di aggregazione sociale e partecipazione culturale, capaci di abilitare gli under 35 della città e non solo, verso i cosiddetti good jobs.

Anche gli studenti possono partecipare. Il progetto è promosso dal Comune di Salerno in partenariato con Blam Aps, Mappina Aps e Pessoa Luna Park Onlus.

Amiamo connettere persone e territori, per raccogliere visioni e generare cambiamento. E la creazione sul territorio di queste nuove figure professionali va proprio in questa direzione – ci racconta Ludovica La Rocca, architetto e cultural strategist di Blam Aps – L’intento è quello di creare forme di imprenditorialità innovative e ad alto impatto sociale, culturale e ambientale, gestite dai Changemakers del Futuro.

In un contesto come quello che stiamo vivendo è necessario ripensare a nuovi approcci lavorativi nell’ambito della rigenerazione urbana, tramite la riappropriazione dei luoghi pubblici e coinvolgendo la comunità tramite attività partecipate“.

La riappropriazione della città grazie all’innovazione sociale è proprio l’obiettivo del progetto Salerno Punto Com, che è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale a valere sul Fondo per le politiche giovanili, nell’ambito del bando Fermenti in Comune promosso da Anci.

Il processo è diviso in tre grandi macro fasi: la prima è partita da pochissimo, tramite una call attiva volta alla ricerca di figure under 35 che abbiano voglia di mettersi in gioco, ri-disegnando e ri-pensando la fisicità degli spazi per trasformarli in Luoghi per la Comunità” continua l’architetto La Rocca.

Salerno Punto Com invita gli studenti a farsi avanti

Fino al 10 gennaio 2022 sarà infatti possibile candidarsi alla prima call dedicata a studentesse e studenti, architetti e designer di età compresa tra i 18 e i 35 anni per attivare il primo Punto di Comunità che avrà sede nell’ex Chiesa dei Morticelli, nel centro storico di Salerno, in Largo Plebiscito.

Si tratta di una chiesa abbandonata da 30 anni, riaperta nel 2018 grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Comune di Salerno.

I ragazzi che passeranno la selezione saranno coordinati dai tutor Blam e l’architetto Vincenzo Tenore di +tsudio nel progettare e realizzare i nuovi allestimenti dell’ex chiesa cinquecentesca, avendo la possibilità di ampliare le proprie competenze attraverso un’esperienza formativa unica, con un team multidisciplinare di professionisti nell’ambito della rigenerazione urbana e dell’architettura.

In particolare, l’obiettivo è continuare a trasformare l’ex Chiesa in una portineria di quartiere, un hub sociale e di produzione culturale a servizio del quartiere, anche grazie alla collaborazione di artigiani del territorio.

È possibile consultare e scaricare il primo Avviso Pubblico sul sito del comune seguendo le istruzioni per completare la candidatura.

L’obiettivo sarà poi quello di attivare altri Punti di Comunità: la Chiesa dei Morticelli è il primo e darà seguito ad altri temporanei. Seguiranno quindi anche altre call, alcune dedicate solo agli abitanti di Salerno perché verrà richiesto un maggior radicamento nel contesto urbano, altre aperte a livello nazionale e internazionale per creare la giusta mixitè cultura e innovativa che serve per un progetto del genere” continua Ludovica.

Gli altri Punti di Comunità saranno svelati a breve e saranno individuati attraverso una mappatura collaborativa, dove sarà il cittadino stesso, tramite l’applicazione sempre aperta, a segnalare aree da riattivare come edifici non utilizzati e luoghi pubblici.

Qui si sperimenteranno nuovi modelli di business sostenibile e di innovazione culturale: un mercato zero waste, un fablab sul modello Precious Plastic (utilizzo della stampa 3d per il riuso della plastica) e un Luna Park Green.

Saranno così luoghi fisici in cui favorire il protagonismo degli under 35, esplorare nuove economie, sostenere la transizione ecologica, promuovere un nuovo welfare e moltiplicare le esperienze formative, artistiche e culturali in città, generando un modello replicabile in grado di autosostenersi nel tempo. Con dei punti in comune, ci sarà infatti un manifesto collaborativo“.

Il lato business del progetto

La seconda fase, i cui dettagli a breve condivisi su tutti i canali di comunicazione del progetto, riguarderà il valore d’uso e le visioni future degli spazi, rendendoli sostenibili anche dal punto di vista economico.

Una volta individuata la destinazione d’uso, gli spazi andranno infatti gestiti. Tra febbraio e marzo 2022 partirà una nuova call per l’erogazione di un percorso di formazione sull’imprenditoria sociale.

La terza fase, invece, prevedrà il coinvolgimento di creativi e artisti per rendere gli spazi di comunità luoghi culturalmente attrattivi, vivi e partecipati.

Si tratta quindi di un layout scalabile in altri contesti, con differente coinvolgimento in base alle necessità del luogo. L’idea di costruire delle reti di Punti di Comunità per facilitare il coinvolgimento sociale, partendo dallo spazio permette di rivedere oggi la figura dell’architetto, in grado non solo di costruire edifici e spazi, ma anche inter-connessioni.

E la storia di Blam lo racconta: tramite progetti di innovazione sociale, quattro donne co-fondatrici facilitano il dialogo tra le amministrazioni e comunità, creando processi virtuosi.

È tempo infatti che il capitale umano si re-incontri con il capitale dei manufatti, che in Italia, in particolare, è un patrimonio inestimabile di raro valore.

L’articolo A Salerno la rigenerazione urbana porta innovazione sociale è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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