Presentato un progetto che coinvolge le api e la coltivazione della barbabietola da zucchero per proteggere e favorire la biodiversità.

Può la coltivazione delle barbabietole da zucchero essere d’aiuto per le api? Secondo Coprob (Cooperativa produttori bieticoli) e Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) la risposta è assolutamente sì.

Queste due importanti realtà agricole italiane hanno dato vita a un progetto multifiliera per dare un reale contributo alla sopravvivenza delle api, ma non solo.

Nell’ambito della coltivazione della barbabietola da zucchero, sia in regime biologico sia in produzione integrata, questo progetto vuole introdurre piante mellifere nelle rotazioni e vuole utilizzare per il sovescio le fasce di rispetto attorno ai campi di barbabietola.

Questa pratica consentirà di fornire alle api fiori ricchi di polline, ma al contempo garantirà ai coltivatori una difesa da parassiti e, nel caso del biologico, anche una zona cuscinetto per contrastare il rischio di contaminazione chimica, se i campi attigui non fossero coltivati con le modalità proprie del biologico.

Gli apicoltori di Conapi, si impegnano a fornire alle api, in caso ci fosse l’emergenza di alimentarle, zucchero 100% italiano prodotto da Coprob.

I semi per il sovescio saranno forniti in forma gratuita agli agricoltori che aderiranno al progetto da Carla Import Sementi che ha selezionato, in collaborazione con il personale tecnico delle due realtà capofila, le miscele che si integrano al meglio con la coltivazione della barbabietola.

L’uso di una miscela di piante selezionate per il sovescio non fornirà solo polline per le api, ma permetterà anche di controllare e contrastare alcuni parassiti tipici della barbabietola come nematodi, funghi e gli insetti altica e atomaria che distruggono le foglie durante la prima fase di vita delle barbabietole.

Le miscele ricche di crucifere (senape, rafano) riescono a fornire tutto questo, oltre a colorare le campagne con i fiori e attirare a sé le api e gli altri insetti impollinatori.

Va da sé che i soci di Coprob hanno scelto di eliminare tutta una serie di sostanze chimiche nemiche delle api dalla loro pratiche agricole. Per capire l’importanza di questi insetti basti pensare che il 35% di quello che finisce sulle nostre tavole dipende direttamente dal loro lavoro di impollinatori: dire che la vita sulla terra dipende da questi animali non è proprio una esagerazione.

La rete di rapporti tra di essi, le piante, l’ambiente e l’uomo è molto complessa e la salvaguardia delle api è fondamentale per la nostra sopravvivenza nel lungo periodo.

Alcune buone pratiche che dovrebbero essere messe in atto per difendere i pronubi, diverse sono già normate, prevedono di non eseguire trattamenti tossici per le api durante la fioritura, ma sarebbero da evitare anche quelli persistenti in periodo di prefioritura.

Se dovesse essere necessario un trattamento su piante in fiore, scegliere un momento in cui le api non sono in giro, come al tramonto. In presenza di vento, che disperderebbe le sostanze utilizzate, bisogna evitare ogni trattamento.

In un’ottica di una agricoltura più sostenibile è auspicabile il ritorno alle rotazioni, già obbligatorio per quanto riguarda il biologico, utilizzando anche piante di interesse apistico.

Il progetto Coprob-Conapi va in questa direzione. Vuole essere un esempio di multifiliera sostenibile, dove entrambe le parti portano beneficio all’altra.

Sarà sviluppato una protocollo Coprob-Conapi con tutte le indicazioni tecniche necessarie in modo da far partire questa iniziativa nel 2022 su base volontaria presso gli agricoltori che coltivano le bietole bio con sovescio di piante mellifere.

Per il 2023 è prevista l’estensione del progetto a tutte le zone di rispetto delle aziende bio per essere adottato anche da tutte le aziende Sqnpi (Sistema di qualità nazionale produzione integrata) nel 2024.

Questo sarà un percorso all’insegna della biodiversità e della tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di rendere più sostenibile la produzione delle zucchero in Italia, oggi in mano a importatori che l’acquistano in diversi Paesi del mondo, in particolare dal Sud America.

Ma anche di aiutare la produzione di miele e degli altri prodotti dell’alveare (propoli, pappa reale, polline) tricolori, una produzione di qualità che spesso si scontra con prodotti a basso costo provenienti dall’estero, molti extra-Ue, realizzati con tecniche truffaldine e che non hanno mai visto le api.

articolo redatto da Maurizio Ferrari

L’articolo Progetto Coprob-Conapi, zucchero e miele insieme, per un futuro sostenibile è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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