Da Bolzano alle Marche, passando da Milano, i modelli di soluzioni virtuose per cambiare l’aria nelle scuole ci sono… vediamo quali sono le esperienze in tema.

Garantire un adeguato ricambio dell’aria nei luoghi di permanenza nelle scuole, tenendo in considerazione le dimensioni degli spazi occupati, in proporzione al numero dei fruitori, è un elemento importante da considerare, ma non è l’unico.

Ricambiare l’aria significa diluire gli inquinanti e gli agenti patogeni indoor con aria esterna. E proprio verso questi inquinanti pone l’attenzione la scienza.

Allo studio protocolli e soluzioni per far fronte al problema dell’aria mal sana nelle scuole italiane e la tecnologia e anche i finanziamenti europei, danno una mano.

Fanno da cabina di pilotaggio due esperienze virtuose italiane: quella della Provincia autonoma di Bolzano, sulle abitudini di comportamento e sull’uso di tecnologie innovative per migliorare l’ambiente indoor a scuola e quella della Regione Marche con l’installazione degli impianti di ventilazione meccanica controllata (Vmc) nelle scuole del territorio.

Bolzano punta sul progetto europeo Qaes

La città altoatesina ha una certa esperienza sul tema, infatti, già dagli anni ’70, venivano eseguite delle misurazioni di qualità dell’aria nelle scuole.

Dagli anni ’90 poi, è stata introdotta la misura del radon, per arrivare poi al 2012 con l’accreditamento Iso17025 per la misura della formaldeide e, dal 2010 si è approdati alle misure di acustica nelle scuole.

Arriva poi l’autunno 2015 quando parte la campagna Aria viziata in classe, promossa dall’Appa Bolzano – Agenzia Provinciale per l’Ambiente, conclusa nella primavera 2016, attraverso la quale vengono effettuate le misurazioni della concentrazione di anidride carbonica in 150 aule scolastiche, coinvolgendo circa 3mila persone fra studenti e personale scolastico, dalle quali si rileva che le condizioni di aria indoor sono pessime.

Questa attenzione alla misurazione della salubrità dell’aria indoor, ha portato all’individuazione di tre principali tipi di inquinanti: radon, CO2 e formaldeide che sono provocati rispettivamente dal suolo il primo, dagli esseri umani la seconda e dai materiali la terza.

A questo punto cosa resta da fare? Trovare una valida soluzione. Gli inquinanti rappresentano un grave problema per gli esseri viventi e per l’ambiente e da qui l’idea di una possibile soluzione, proposta all’Europa sottoforma di progetto: Qaes.

Il progetto è candidato nell’ambito del programma Interreg Italia – Svizzera che, con oltre 1 milione di euro, permette al partenariato coordinato da Idm Alto Adige – società che si occupa dello sviluppo del territorio regionale – e dodici scuole del Trentino Alto Adige e del Canton Ticino, di lavorare con le tecnologie per sviluppare dei nuovi standard per il miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente interno delle scuole.

Come ci spiega Carlo Battisti, project manager di Qaes, nel corso dell’evento Aria Pulita in Classe, “la presenza eccessiva di sostanze inquinanti limita il rendimento scolastico, oltre ad avere ricadute socio-economiche sanitarie“.

Diversamente, se gli edifici si trovano in condizioni ottimali di luminosità, temperatura e qualità dell’aria, la capacità di apprendimento è maggiore del 16%, come ha dimostrato anche una recente ricerca dell’University of Salford di Manchester.

L’obiettivo è quindi capire l’effettiva efficacia delle azioni e delle tecnologie: dal ricambio costante dell’aria attraverso il supporto di strumenti che avvisano quando si raggiunge il superamento dei valori di attenzione della CO2; al ricambio dell’aria attraverso l’uso della Vmc; fino all’impiego di sistemi attivi.

Serve un approccio integrato – continua Carlo Battisti tra la tecnologia che deve essere adeguatamente scelta, dimensionata, mantenuta e utilizzata e il coinvolgimento costante di progettisti, tecnici e utenti finali, fruitori e beneficiari di un’aria più sana“.

Qaes sta mettendo a punto alcuni strumenti:

le linee guida per la progettazione, le prassi di riferimento Uni/PdR 122 Monitoraggio della qualità dell’aria negli edifici scolastici – Strumenti, strategie di campionamento e interpretazione delle misure, includendo anche il protocollo di misurazione
una piattaforma di knowledge sarin, per la raccolta dei dati delle misure di qualità dell’aria nelle scuole
un tool di progettazione Iaq per calcolare la portata di ventilazione di progetto in funzione dei carichi inquinanti di CO2 e di formaldeide
un tool di autodiagnosi Iaq che permette al gestore della scuola di valutare la probabile qualità dell’aria interna nella classe in funzione di alcuni parametri chiave

Le Marche puntano sugli impianti di ventilazione meccanica nelle scuole

Oltre 6 milioni di euro, questa la cifra che la Regione Marche ha destinato al bando rivolto ai Comuni e alle Province del territorio, finanziando l’installazione di impianti di ventilazione meccanica nelle scuole.

Il problema della qualità dell’aria e del contenimento della diffusione dei virus e dei batteri, risulta ancora più importante negli edifici pubblici a elevato affollamento, come sono le scuole.

Un importo massimo di 4mila euro per 170 scuole, 1500 aule e oltre 20mila studenti ne stanno beneficiando: un risultato importante, un notevole risparmio energetico e la garanzia di avere sempre aria pulita e rinnovata in ogni area della scuola.

Progettati tecnicamente in modo da limitare la dispersione termica, il rumore, il consumo di energia, l’ingresso dall’esterno di agenti inquinanti, come polveri, pollini, insetti e di aria calda nei mesi estivi.

Provvisti inoltre, sull’aria esterna, di filtri d’aria idonei, con efficienze filtranti certificate, secondo una specifica normativa di prodotto. Gli impianti Vmc, oltre a migliorare la qualità dell’aria interna, sono specificamente finalizzati alla rimozione dell’aerosol dalle aule, contenente potenziali elementi infettivi.

Le Marche sono la prima regione italiana a proporre in modo capillare questa tecnologia, che rappresenta un’importante garanzia per la salute degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico” afferma Francesco Baldelli – assessore regionale alle infrastrutture e all’edilizia scolastica, durante l’evento Aria Pulita in Classe.

Una buona qualità dell’aria all’interno contribuisce a creare un ambiente favorevole e maggiori prestazioni, elementi che si combinano tra loro e aiutano concretamente il mondo della scuola nella sua missione principale, quella di educare.

Le scuole di Milano puntano alla riqualificazione

Fondazione Cariplo, la Città metropolitana di Milano e Regione Lombardia insieme per finanziare, con quasi 2 milioni di euro del progetto Territori Virtuosi, gli interventi di riqualificazione energetica scolastica.

20 gli enti pubblici coinvolti nel progetto, 7 enti non profit e oltre 400 edifici da riqualificare in campo energetico. Una prima applicazione virtuosa dei fondi messi a bando arriva dalla Città Metropolitana di Milano che ha riqualificato 142 edifici scolastici.

Il progetto è doppiamente innovativo sia per gli aspetti tecnici delle azioni applicate, sia per il coinvolgimento sinergico dei territori:

il raggruppamento composto da Comune di Roncoferraro (MN), Comune di San Giorgio e Bigarello (MN), Comune di Porto Mantovano (MN), Comune di Marmirolo (MN), Comune di Asola (MN) e Comune di Gambara (BS)
il raggruppamento composto da Comune di Magnago (MI), Comune di Pioltello (MI) e Comune di Cardano al Campo (VA)
il raggruppamento composto da Comune di Rho (MI), Comune di Sesto San Giovanni (MI), Comune di Baranzate, Comune di Samarate (VA) e Comune di Lissone (MB)
il raggruppamento composto da Provincia di Novara, Provincia di Pavia e Comune di Omegna (VB)

Per la tecnologia poi, l’innovazione sta alla base delle idee risolutive della questione energetica e infatti, si è pensato all’installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici, all’adeguamento delle prestazioni impiantistiche ed edilizie agli standard richiesti dagli obiettivi ambientali nazionali ed europei di risparmio energetico, anche per migliorare la fruibilità degli spazi per le attività scolastiche ed extrascolastiche.

Un risparmio energetico che arriva a oltre 50.000.000 kWh/anno. Le emissioni di CO2 abbattute annualmente corrispondono a 20.000 tonnellate, cioè a oltre 16mila alberi salvati dall’abbattimento.

Ma si può fare ancora di più e gli investimenti attivati sono ambiziosi. Il progetto Territori Virtuosi, infatti investe nel 2021 altri 3 milioni di euro, per la sostituzione delle caldaie inquinanti nei Comuni di Cardano al Campo (VA), Pioltello e Magnago (Città Metropolitana Milano) e in quelli della Provincia di Pavia.

L’articolo Modelli di soluzioni virtuose per cambiare l’aria nelle scuole è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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