Il trasporto merci e la logistica in generale hanno un impatto molto forte sull’ambiente, al punto che la green logistics viene vista come una leva fondamentale per gestire la supply chain nel rispetto dei principi Esg.

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 direttamente impattati dal trasporto merci e dalla logistica sono il numero 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), il 9, l’11 (imprese, innovazione e infrastrutture), il 12 (consumo e produzione responsabili), il 13 (lotta contro il cambiamento climatico) e il 17 (partnership per gli obiettivi).

Dal punto di vista operativo, per realizzare una logistica sostenibile è necessario favorire, da una parte, la collaborazione tra le imprese e la pubblica amministrazione e, dall’altra, lavorare sulle infrastrutture, così da favorire l’intermodalità per ridurre l’inquinamento, permettere lo spostamento del traffico dalle strade alle ferrovie e al trasporto marittimo, aumentare l’efficienza dei trasporti attraverso l’ottimizzazione dei carichi, dei percorsi e della localizzazione dei magazzini.

Occorre quindi pensare in una logica di spesa energetica e di impatto ambientale per ogni fase del ciclo della supply chain, smaltimento incluso.

L’Italia, purtroppo, anche secondo i dati e le statistiche diffuse dagli enti competenti, sembra essere ancora restia ad adottare e a diffondere, in maniera massiva, questo tipo di approccio.

Diverse sono le iniziative attualmente in campo per favorire un cambio di rotta; tra di esse segnaliamo le attività svolte da Sos-Logistica e dal Cnr-Iriss.

Attività a favore di una logistica sostenibile

Sos-Logistica, associazione per la logistica sostenibile nata nel 2005 con l’obiettivo di promuovere una cultura della Sostenibilità all’interno della supply chain, opera attraverso attività quali la riprogettazione dei prodotti e dei processi, lo sviluppo di una logistica del territorio, l’utilizzo ottimale delle infrastrutture di mobilità, il coinvolgimento dell’Ict come fattore abilitante l’innovazione, lo sviluppo della reverse logistic e la condivisione di casi di successo.

Sos-Logistica ha inoltre sviluppato un protocollo di logistica sostenibile la cui ambizione principale è far crescere, nel consumatore finale, una consapevolezza che gli possa permettere scegliere beni e servizi, non solo in base alla provenienza e alla modalità di produzione, ma anche tenendo in considerazione il processo logistico che lo ha portato fino a lui.

Il protocollo è di fatto articolato in un processo di valutazione che si sviluppa in due fasi e che vede il coinvolgimento di un ente terzo indipendente; nella prima fase, della durata di 3 anni, si verifica se l’organizzazione ha sviluppato una strategia di sostenibilità che tenga in considerazione gli stakeholder rilevanti, la materialità nella definizione delle priorità di investimento di tipo sostenibile e le modalità con cui ha disegnato la propria governance della Sostenibilità.

Una volta raggiunta la soglia di maturità strategica, si passa al secondo step di valutazione, nel quale si esaminano le 20 sfide logistiche in ambito Esg. L’approccio proposto dal protocollo è di tipo pratico e permette di sviluppare la strategia Esg in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.

Le sfide sono sicuramente tante e complesse ed è per questo che nel 2019 è nato il Laboratorio della logistica sostenibile, un’iniziativa del Cnr-Iriss, con l’obiettivo di sviluppare attività di ricerca sulla Sostenibilità ambientale per diffondere una cultura più attenta agli effetti del cambiamento climatico.

Il laboratorio opera secondo tre direttrici principali di attività:

la ricerca, così da analizzare il fenomeno della logistica sostenibile per individuare anche possibili best pratice
i servizi alle imprese, per identificare azioni idonee a ridurre l’impatto ambientale specialmente in riferimento alla decarbonizzazione
la formazione, per permettere l’aggiornamento e l’acquisizione di nuove competenze

Il progetto, che si concluderà nel 2023, ha già visto la pubblicazione di articoli e paper di ricerca nei seguenti macro ambiti: decarbonizzazione dei servizi logistici e del trasporto merci, gestione dei rischi catastrofali e resilienza della supply chain, impatto del commercio on-line sulla logistica nelle aree urbane e rurali.

Il tema è anche sotto l’occhio del Governo. Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ha pubblicato, a fine 2020, il position paper La logistica urbana in una visione integrata per analizzare come la movimentazione delle merci nelle aree urbane del paese abbia registrato un impulso significativo, dettato principalmente dall’evoluzione degli stili di vita, dall’introduzione di nuovi beni e servizi e dall’emergenza sanitaria.

L’attività di logistica urbana ha infatti visto un aumento sia di volumi che di frequenza. Inoltre, settori che erano rimasti un po’ al margine di fenomeni come l’ecommerce e l’instant delivery, oggi invece si trovano a giocare un ruolo rilevante nella movimentazione e consegna di beni.

L’home delivery durante il lockdown è infatti cresciuto del 162,1% e, in questo contesto, la logistica si è dimostrata un servizio essenziale con un forte impatto sociale.

Insomma, la mobilità dei beni e dei servizi ricopre un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle comunità ed è inoltre elemento di inclusività; essa deve essere gestita in modo attento e lungimirante tramite strategie e politiche di trasporto che includano, accanto a valutazione di tipo tecnico e operativo, anche gli aspetti Esg.

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Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin

L’articolo Le iniziative in campo a favore della logistica sostenibile è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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