Il genere echinacea comprende diverse specie, quelle usate in fitoterapia sono tre: E.purpurea, E.angustifolia, E.pallida, tutte originarie della zona centrale e sud-occidentale degli Stati Uniti.

I nativi americani usavano l’echinacea sia a livello topico in caso di eczemi, morsi di serpente, mal di denti, mal di gola e ulcere ma anche e, soprattutto, per combattere le infezioni.

L’arrivo in Europa si deve ai medici tedeschi, che incominciarono a usare la specie angustifolia sia come immunostimolante che per trattare le infezioni virali.

Oggi le tre specie vengono usate in maniera scambievole senza un criterio specifico, gli studi però, concentrano molto l’attenzione sulla specie purpurea a tal punto che, anche Ema le ha dedicato una monografia nel 2017 nella quale si afferma: “l’echinacea purpurea è un medicinale vegetale di uso consolidato per la prevenzione e il trattamento del raffreddore“.

La pianta contiene 3 classi di composti fitochimici: i derivati dell’acido caffeico, i polisaccaridi e le alchilammidi, quest’ultimi sono responsabili dell’attività immunomodulante.

La sua azione immunomodulante viene esplicata in due modi: prima di tutto stimola il sistema immunitario quando la concentrazione del patogeno supera una certa soglia nell’organismo, successivamente poi, reprime la risposta immunitaria nel momento in cui è stata debellata l’infezione.

L’echinacea, quindi, fa funzionare meglio il nostro sistema immunitario, in particolare permette al nostro organismo di essere sempre vigile e pronto a reagire a un eventuale attacco di un agente patogeno.

Al momento sono disponibili diversi studi che offrono riscontri positivi nell’utilizzo dell’echinacea nei confronti delle malattie da raffreddamento. In particolare abbiamo una riduzione della contrazione di raffreddori (10-30%), dei giorni in cui persistono sintomi e del numero di infezioni riscontrate.

In vitro poi, l’estratto di echinacea si è dimostrato in grado di inibire diversi tipi di enzimi, inclusi quelli che degradano il collagene, esplicando così un’azione cicatrizzante.

Queste ultime indicazioni, quindi, confermano l’uso che ne facevano i nativi americani in caso di ferite, morsi di serpente e ulcere.

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Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram

L’articolo Far funzionare bene il nostro sistema immunitario grazie all’Echinacea è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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