Nonostante le temperature in discesa si delinea all’orizzonte un periodo caldo per le imprese a causa dei rincari economici legati al costo dell’energia e delle materie prime. Il rischio è che gli aumenti vengano scaricati sui clienti finali

Le aziende dell’industria di trasformazione – soprattutto quelle medie e piccole – sono in allarme a causa dei rincari dei costi energetici e per l’aumento delle materie prime; una situazione che mette a rischio anche i consumatori perché è sulle loro spalle che si scaricheranno queste tensioni.

La discussione su questi importanti temi – cita Il Sole 24 Ore – è stata al centro di una riunione straordinaria dei soci e del consiglio direttivo di Centromarca, associazione che rappresenta più di 200 aziende italiane produttrici di beni del largo consumo confezionato di marca.

È un momento di particolare complessità a causa di una esplosione dei costi inaspettata e al di fuori delle logiche dell’economia – ha affermato il presidente dell’associazione Francesco MuttiI listini di tutte le materie prime vedono rincari a doppia cifra oltre a gravi problemi di reperibilità delle merci“.

Ma anche le aziende della filiera della carta non stanno bene; il settore fattura 19,5 miliardi di euro, l’1,1% del Pil italiano e impiega circa 150mila addetti diretti. In questo ambito e vista l’attuale congiuntura, Assocarta e Assografici insieme a Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil condividono la preoccupazione derivante dalle eccezionali condizioni di mercato, che rischiano di mettere a serio rischio la continuità produttiva del settore, la sostenibilità economica delle attività e la tutela dell’occupazione.

Crescita dei costi energetici e delle materie prime

Per questo hanno inviato al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando una nota congiunta che individua tre punti critici.

Il costo dell’energia

L’incremento del costo dell’energia registrato negli ultimi mesi e tutt’ora in corso, è già da solo tale da compromettere la marginalità delle imprese.

Agli aumenti dei costi energetici si aggiungono la crescita esponenziale dei prezzi delle quote di CO2 e delle materie prime.

Occorre intervenire sulla liquidità del mercato del gas usando le riserve strategiche, regolare in maniera adeguata l’interrompibilità gas, fermare la speculazione nel mercato CO2 e incrementare il Fondo per la Decarbonizzazione previsto dalla Legge di Bilancio.

Il costo delle materie prime

Il rialzo delle materie prime e la loro stessa reperibilità mettono a rischio l’intera filiera. Senza carta gli imballaggi non vengono prodotti e i beni alimentari e farmaceutici non sarebbero più disponibili sugli scaffali.

Senza carta i libri non si possono stampare e gli studenti non avrebbero i loro testi nel prossimo anno scolastico.

Se le cartiere si dovessero effettivamente fermare la situazione rischia veramente di degenerare e di avere pesanti ripercussioni economiche e sociali.

Occorre introdurre per tutto il sistema editoriale, non solo per gli editori dell’informazione, un credito d’imposta sugli acquisti della carta, in particolare essenziale per gli editori di testi scolastici, che devono rispettare specifici tetti di spesa per le famiglie.

Occupazione del settore della stampa editoriale

Il settore della stampa editoriale appare quello più a rischio e, allo stesso tempo, importante da tutelare: occorre, quindi, introdurre nel Ddl Bilancio un accordo di transizione occupazionale per le aziende editoriali e di stampa editoriale (art. 25 bis del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148), che abbiano terminato il periodo massimo di utilizzo della cigs riconoscendo loro, a maggior ragione, un intervento di integrazione salariale straordinaria di almeno ulteriori dodici mesi complessivi, compatibile con il ricorso al prepensionamento ai sensi dell’art. 37, comma 1 lettera a) della legge n. 416/1981 nonché con l’attivazione di piani di riorganizzazione in presenza di crisi ai sensi dei commi 498, 499 e 500 dell’art.1 della legge n. 160/2019 a favore del personale di cui all’art. 25 bis del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

L’articolo Rincari energetici e delle materie prime: imprese in allarme è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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