Intelligenza artificiale e sostenibilità: i benefici ma anche i punti di attenzione di una tecnologia che aiuterà Ict e filiere produttive ad avere meno impatto ambientale. Come mostra il primo report di sostenibilità di Almaware

Almawave, azienda del gruppo Almaviva attiva nel settore dei big data e dell’intelligenza artificiale, ha appena rilasciato il suo primo report di Sostenibilità.

Il documento, approvato dal consiglio di amministrazione della società, è rivolto a tutti gli stakeholder ed è stato concepito per rendicontare le attività svolte in ambito Esg negli ultimi anni, in particolare nel 2019 e nel 2020.

L’amministratore delegato di Almawave, Valeria Sandei, sottolinea infatti come “la pandemia abbia guidato Almawave verso una riflessione ancora più profonda sul modo con cui l’azienda possa contribuire a far fronte ai bisogni sociali di clienti e collettività con soluzioni digitali che portino inclusione, maggior trasparenza e accessibilità, trovando piena sintonia con il proprio percorso di sviluppo“.

Il bilancio, redatto secondo le linee guida del Gri, tocca le tematiche legate alla Governance (etica, integrità, anticorruzione e compliance), agli impatti ambientali (consumi energetici e lotta al cambiamento climatico), agli impatti sociali (valorizzazione del capitale umano, diversity e leadership al femminile, aspetti sociali lungo la catena di fornitura) e alla trasformazione digitale etica (contributo all’innovazione e alla transizione digitale del paese, digitalizzazione dei processi aziendali, umanizzazione della tecnologia), con l’idea di fondo di valorizzare e arrivare a integrare le certificazioni già ottenute in ambito Iso (Iso 9001 per la qualità, Iso 14001 per l’Ambiente, Iso 50001 per i consumi energetici, Iso 27001 per la sicurezza delle informazioni e Iso 22301 per la continuità operativa) e responsabilità sociale (Sa8000).

Valeria Sandei, ad Almawave

Il bilancio di Sostenibilità di Almawave considera anche la capacità dell’azienda di cooperare per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030; tra di essi, salute e benessere (obiettivo 3), istruzione di qualità (obiettivo 4), energia pulita e accessibile (obiettivo 7), lavoro dignitoso (obiettivo 8), imprese, innovazione e infrastrutture (obiettivo 9), ridurre le disuguaglianze (obiettivo 10), pace, giustizia e istituzioni forti (obiettivo 16), partnership per gli obiettivi (obiettivo 17).

Il report sarà redatto con cadenza annuale, con l’obiettivo di migliorare di anno in anno la qualità delle informazioni e la profondità di analisi.

Nella realtà, il rapporto tra Sostenibilità e intelligenza artificiale ha aperto un dibattito più ampio che sta interessando anche società di consulenza strategica e centri di ricerca.

Nel 2018 McKinsey ha pubblicato l’articolo Using artificial intelligence to help achieve sustainable development goals in cui dichiara di avere identificato 160 applicazioni di intelligenza artificiale che possono contribuire al raggiungimento degli Sdg.

Accanto a questo articolo, McKinsey ha anche pubblicato Marrying artificial intelligence and the sustainable development goals: the global economic impact of Ai in cui vengono prese in esame le dinamiche del mercato del lavoro e l’evoluzione del profilo di competenze richiesto dalle realtà produttive.

La spinta verso il raggiungimento degli Sdg richiede una forte proattività e l’intervento diretto dei paesi nella definizione di strategie nazionali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, pena il rischio di disparità, sia tra i diversi sistemi economici che all’interno dei singoli mercati.

A casa nostra, il Cnr ha appena rilasciato un documento di ricerca per illustrare come l’intelligenza artificiale possa effettivamente contribuire allo sviluppo sostenibile e, in particolare, al raggiungimento dei 17 Sdg dell’Agenda 2030.

L’intelligenza artificiale però, per poter analizzare ingenti masse di dati e comprendere il linguaggio naturale attraverso la creazione di reti neurali, consuma molta energia; i ricercatori dell’Università del Massachusetts hanno stimato che i modelli evoluti di intelligenza artificiale finalizzati alla comprensione e all’elaborazione del linguaggio naturale possono emettere 284 tonnellate di anidride carbonica equivalente, emissioni pari a quasi cinque volte quelle della vita media di un’auto americana, produzione inclusa.

Del resto, gli impatti generati sull’Ambiente dal settore Ict sono un punto di attenzione da tempo. Un articolo apparso a gennaio 2020 su Nature Communication sostiene come l’intelligenza artificiale possa consentire il raggiungimento di 134 dei 169 obiettivi.

Questo aspetto positivo viene però messo in ombra da impatti negativi che, al contrario, possono compromettere il raggiungimento di circa un terzo degli Sdg.

Non basta: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale pone alcune domande fondamentali legate alla sicurezza, alla trasparenza e all’etica. Un capitolo ancora tutto da scrivere.

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Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin

L’articolo Intelligenza artificiale e Sostenibilità tra luci e ombre è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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