L’industria della moda produce sogni, definisce identità, marca appartenenze e produce bellezza. Ha però un lato oscuro, fatto di emissioni di gas climalteranti, consumi di acqua e altre risorse, massiccio inquinamento.

Questo vale anche per il settore calzaturiero, che è però tra i più rapidi a cogliere le opportunità dell’economia circolare per ridurre i propri impatti e contribuire alla soluzione del problema della dispersione della plastica.

Per fare una scarpa si comincia dall’estrazione delle materie prime, che vengono poi conciate, filate e intessute. Seguono le fasi della manifattura, durante la quale i componenti della scarpa sono tagliati e cuciti assieme e quella dell’assemblaggio.

Una volta che la scarpa è pronta, viene inscatolata e trasportata, Seguono l’acquisto, l’utilizzo, più o meno prolungato e la cacciata nel regno dei rifiuti, esito a cui arriva oltre il 90% dei 24 miliardi di scarpe prodotte ogni anno.

Per ogni passaggio della filiera produttiva, si usano sostanze chimiche, acqua e parecchia energia: secondo alcune stime, l’industria globale delle calzature sarebbe responsabile di poco più dell’1% delle emissioni globali di gas serra.

Come se non bastasse e anche se la situazione negli ultimi anni è decisamente migliorata, la fabbricazione delle scarpe è stata spesso associata a violazioni dei diritti umani e allo sfruttamento del lavoro minorile.

Tutti questi fattori sono alla base della profonda trasformazione che sta investendo, anche nel nostro paese, l’industria calzaturiera. Che guarda in primo luogo all’economia circolare e al remanufacuring per alleggerire la propria impronta sul clima e gli ecosistemi.

Scarpa, azienda di Asolo specializzata in abbigliamento tecnico per alpinismo, arrampicata e trekking, da sempre promuove la risuolatura come sistema per allungare la vita utile dei propri prodotti.

A tal fine ha predisposto una rete estesa in tutto il mondo di risuolatori certificati che usano materiali originali e che sono dotati di tutti gli strumenti che servono per risuolare le scarpe senza comprometterne le performance.

Per accedere al servizio di risuolatura, è possibile recarsi nei punti vendita dell’azienda e consegnare la calzatura da risuolare: ogni anno, vengono riparate oltre 2.000 paia di scarpe.

E che il servizio funzioni è stato testimoniato anche da Sean Villanueva, atleta che a febbraio del 2021 ha completato la traversata in solitaria di tutte le cime del massiccio del Fitz Roy in Patagonia, usando calzature da avvicinamento di Scarpa. Che ha poi consegnato in negozio per farle risuolare.

Oltre al riutilizzo, Scarpa punta anche sulla sostenibilità dei materiali. Per questo ha sottoscritto un accordo con Sciarada, un’industria conciaria, per utilizzare per le proprie scarpe Spirit Evo una nuova pelle scamosciata, Evolo, che garantisce un risparmio del 66% di acqua e del 50% di emissioni.

La spinta verso la sostenibilità si declina anche nell’impiego di materiali innovativi. È il caso per esempio di Norda, che ha annunciato l’impiego per le proprie scarpe 001 G+ Spike High Performance Trail Shoes di una membrana in grafene realizzata da Directa Plus, uno dei più grandi produttori e fornitori di prodotti a base grafene del mondo.

La membrana garantisce un’ottima efficienza termica ed è in grado di uniformare la temperatura del piede, tenendolo al caldo seppure con uno spessore minimo. Inoltre, assicura anche un’ottima resistenza all’acqua, una protezione antivento e una durata eccellente, elemento questo che contribuisce a ridurre consumi e rifiuti.

Ancora in tema di materiali innovativi, e di attenzione all’economia circolare, Garmont ha presentato la 9.81 N.Air.G 2.0 Gtx, una scarpa con una tomaia in mesh sublimato riciclato e realizzato in nylon rigenerato ricavato dalle reti da pesca dismesse in mare e altri rifiuti di nylon.

Gli impatti dell’industria delle calzature si estendono anche agli animali, da cui si ricavano le pelli da conciare. Molte aziende seguono però criteri vegani e scelgono di non usare pelli di origine animale.

È il caso di Acbc, azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di calzature e prodotti sostenibili, che in partnership con Save the Duck, brand di outwear 100% animal free e cruelty free, ha presentato tre sneaker realizzate in 100% pelle vegana e riciclando bottiglie di plastica, con lacci in cotone biologico e soletta in sughero.

L’articolo Il settore calzaturiero coglie le opportunità dell’economia circolare è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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