Un evento online – Riparare è un diritto – che porta testimonianze e insegna a riparare e a collaborare con chi sa riparare. In diretta streaming, il prossimo lunedì 22 novembre

C’è un gesto dirompente che possiamo fare tutti i giorni: ed è quello che se ci si rompe qualcosa, qualunque cosa, lo aggiustiamo anziché buttarlo. Banale? Per niente: ne parleremo approfonditamente nel WebTalk di lunedì 22 novembre.

La pratica del riparare è purtroppo andata in disuso: per molti è più facile buttare. Ma è un’abitudine che va recuperata per diversi motivi. Tutti convenienti; non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale.

Proviamo a elencarli, partendo dal concetto che riparare un oggetto significa prendersi cura di ciò che abbiamo acquistato, perché ne avevamo bisogno. Se è vera questa tesi, perché buttare ciò che coscientemente abbiamo scelto, acquistato e addirittura amato?

Allora qui si apre un altro tema: quando acquistiamo valutiamo bene la bontà dell’oggetto. Valutiamo la sua resistenza; che non sia un prodotto che segue le logiche dell’obsolescenza programmata.

Quindi, riparare significa non rimanere incastrato in pratiche consumistiche. Non è solo questione di prezzo, ma soprattutto di resistenza. Di durabilità. Vale ancora molto il detto che “chi più spende meno spende“.

Ma non solo. Riparare significa anche non inquinare. Ci avevate mai pensato? Tutto quello che buttiamo finisce molto spesso in discarica e negli inceneritori, adibiti a trattare tutto ciò che non può essere riciclato.

Recuperare e riusare: l’importanza di riparare

Nel riparare c’è insita anche la logica del recuperare. Recuperare pezzi di ricambio, componenti, piccole o grandi parti che possono venire utili per qualcos’altro.

Quindi, a volte può succedere che un bene non si può riparare ma, smontandolo, se ne recuperano i pezzi utili per aggiustare altro.

Riparare è il sapere più profondo degli artigiani

Riparare vuol dire lavorare e imparare anche un mestiere. Sono tanti gli artigiani che lo stanno facendo nei settori più disparati. Alcuni di questi ci racconteranno come nel nostro webtalk in diretta lunedì 22 novembre.

Con noi due rappresentanti del movimento Restarter: Francesco Cara, docente di Ecodesign allo Ied di Milano e membro di Restarter Milano e Antonio Alessio Di Pinto, sistemista e formatore presso Engim Piemonte.

Rappresenta la moda consapevole e capace di ripararsi Fabrizio Consoli, Ceo di Blue of a kind. Il mondo delle ciclofficine sociali è invece affidato all’esperienza di Andrea Cainarca, direttore della Comunità Oklahoma Onlus.

L’evento sarà introdotto e moderato da M.Cristina Ceresa, direttore responsabile di greenplanner.it.

Perché seguire questo WebTalk? Perché impareremo a riparare e a collaborare con chi sa riparare. L’evento rientra nel palinsesto della Settimana europea della riduzione dei rifiuti (20/28 novembre).

L’articolo Si è rotto. E noi lo ripariamo. Segui il webtalk sul mondo dei Restarter è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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