Un progetto europeo innovativo – Landsupport – per la gestione e la pianificazione del suolo finanziato con 7 milioni di euro.

Contrastare il climate change non basta, occorre che la società si adatti in maniera resiliente. Per questo la Commissione europea ha preparato una strategia ad hoc e finanzia anche la ricerca innovativa applicata ai temi clima e ambiente.

E questo è quanto è avvenuto con Landsupport, un progetto internazionale che punta a realizzare un sistema di supporto alla gestione e alla pianificazione del suolo e del territorio.

L’idea c’è, il progetto anche e l’Europa lo ha finanziato con 7 milioni di euro. Stiamo parlando della piattaforma geo-informatica, finanziata nell’ambito di Horizon 2020, nato dalla partnership di 19 organizzazioni, fra cui, per l’Italia, il Cnr, Ispra, l’Università Statale di Milano e la Regione Campania e per la parte estera, centri di ricerca e università austriaci, ungheresi, spagnoli, tedeschi, sloveni, belgi, francesi, libanesi e malesiani, tutti coordinati dal Crisp – Centro di ricerca interdipartimentale dell’Università di Napoli Federico II.

Un progetto ambizioso, che si concluderà la prossima primavera 2022 e che punta a un approccio rivoluzionario e migliorativo del settore agricolo, di quello ambientale a più ampio spettro, inclusa la conservazione del suolo e la pianificazione rurale e urbana.

Landsupport in un clic

Con Landsupport la rivoluzione del suolo arriva anche sullo smartphone. Infatti sarà fruibile da tutti, dagli amministratori locali, agli operatori turistici, agli agricoltori.

Scaricando un App, che metterà a sistema moltissime informazioni a carattere regionale, nazionale ed europeo, aggiornate in tempo reale, utili per l’analisi dell’agroalimentare, del territorio, del suolo e degli ecosistemi, come la piovosità, la quantità di acqua assorbita dal suolo, l’erosione del suolo, le emissioni e gli assorbimenti di CO2, il consumo di suolo che dipende dall’urbanizzazione.

Un progetto che offre dinamicità dei dati

La piattaforma è innovativa anche nella sua fruibilità, dato che permette agli utenti di interagire attraverso l’analisi e la rielaborazione dei dati raccolti.

Un esempio pratico? Un agricoltore potrà selezionare una porzione di territorio, analizzarne le condizioni fisiche e ambientali e simulare in tempo reale gli effetti che potrebbero generare, per esempio, la scelta del cambio di coltura o di un piano di irrigazione.

Dei tool permetteranno anche di valutare i rischi che derivano dall’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee, opzionando così differenti scenari di gestione delle colture.

Un modo quindi per migliorare la produttività in modo smart e tecnologicamente responsabile. Un progetto che sburocratizzerà e renderà più consapevole anche il lavoro delle autorità amministrative, rendendo operative le strategie per la prevenzione contro il degrado del suolo e l’inquinamento ambientale e favorire una più accurata rigenerazione urbana e la preservazione dei corridoi ecologici.

Oltre all’Europa, altre opportunità di finanziamento dalla Regione Lombardia

Ondate di calore, foreste decimate e coste erose dall’innalzamento dei livelli delle acque, le conseguenze del cambiamento climatico si fanno sempre più sentire.

Ma l’Europa non è sola in questa impresa e il sostegno finanziario per l’adattamento ai cambiamenti climatici è messo in campo anche dalle regioni.

Ne è un esempio la Regione Lombardia che, in collaborazione con l’Ersaf, dispone 5 milioni di euro per il bando (call for idea) per la selezione di interventi di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici basati sull’impiego di SuDs – Sustainable Drainage System.

In sostanza un bando, aperto dal 1° gennaio 2022 al 28 febbraio 2022, rivolto alle amministrazioni locali, in particolare a quelle che hanno un accordo in essere con l’ente Regione per quanto riguarda lo sviluppo territoriale, che finanzierà i progetti innovativi di de-impermealizzazione.

Che progetti candidare?

Quei progetti che proporranno degli interventi e delle soluzioni innovative contro il rischio idrico e idro-geologico.

Le proposte di intervento dovranno interessare le aree di proprietà comunale da almeno 20 anni e dovranno prevedere solido l’impegno al mantenimento della destinazione d’uso della stessa superficie, per almeno altri 20 anni dalla sottoscrizione della convenzione con la Regione.

Ma non è tutto, se risulteranno buone iniziative progettuali, sia rispetto alla fattibilità, sia dal punto di vista di sostenibilità economica, con un budget di spesa progettuale, compreso tra i 30mila e i 500mila euro, riceveranno un contributo a fondo perduto che potrà raggiungere il 90% dell’importo totale delle spese ammissibili.

Anche questa, si presenta quindi come un’iniziativa di intervento diretto sui territori, da cogliere al volo e che può aumentare la resilienza dei centri urbani ai rischi generati dai cambiamenti climatici. Un modo per aiutare gli enti locali in primis e a specchio, la cittadinanza, a passare dalla pianificazione all’azione.

L’articolo Gestione e pianificazione del suolo: il progetto Landsupport è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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