Con l’abbassamento delle temperature notturne e l’accorciarsi delle giornate, è importante (qualora non si sia ancora fatto) far rientrare le piante verdi da appartamento, che sono rimaste all’aperto durante il periodo estivo.

Quasi sempre, questo trasloco verde viene vissuto con disagio da molte piante – come l’Aspidistria, il Clorofito, la Monstera deliciosa e la Dieffenbachia –  in quanto è scientificamente provato che subiscono una sorta di stress da rientro.

Oggi vediamo assieme cosa fare per rendere questo momento il meno difficoltoso possibile e come rimediare se qualcosa è andato storto.

Riportare in casa le piante da appartamento

Il rientro in casa è spesso seguito (più o meno celermente) dalla comparsa di danni o piccole lesioni, specialmente quando l’impianto di riscaldamento è in funzione.

La pianta, adattata dopo diversi mesi a un clima esterno, improvvisamente si trova costretta (per il suo bene!) ad affrontare un nuovo ambiente: tutto questo scombussola il suo orologio vegetale.

Ricordo che la maggior parte delle piante verdi da interni, sono originarie delle regioni tropicali/equatoriali e vivono molto bene in climi caldo-umidi con temperature mai inferiori ai 18-20°C con altissima umidità: clima che da noi si ricrea d’estate all’esterno, quando piove!

È il binomio aria secca-luce artificiale che mettono a disagio le pinate verdi. Nel Croton (Codiaeum variegatum) i sintomi più evidenti sono la decolorazione delle foglie, che da rosso-giallo diventano pallide e la curvatura dei fusticini. Un vero disastro.

Dovete sapere però, che le piante si comportano diversamente a seconda della specie e dell’età: quelle che ci fanno compagnia da più anni sopportano meglio la nuova posizione e quasi sempre i probabili danni avvengono a livello della chioma (ripiegamento o curvatura di fronde/foglie) con comparsa di ingiallimenti.

Tutto questo inizia dopo 7-10 giorni e non immediatamente: queste non sono quindi malattie, ma in termine tecnico si chiamano avversità non parassitarie.

È altresì ovvio che, spesso, una pianta indebolita sia più facilmente aggredibile da funghi e insetti. Un Ficus benjamin, per esempio, che ha già perso il 70-80% della massa fogliare è certamente più di là che di qua.

Gli unici interventi che si devono effettuare al più presto sono la concimazione e la nebulizzazione.

Nella maggior parte dei casi è possibile by-passare il problema, adottando le strategie che usano anche i florovivaisti. Durante il soggiorno all’esterno, non trascurate le piante verdi (pensando tra voi e voi tanto è all’aperto!), bagnatele e concimatele con prodotti specifici e controllate l’eventuale presenza di parassiti (onde evitare di portare in casa anche loro).

Se le piante verdi stanno bene, avranno anche riserve per superare a pieni voti la migrazione in salotto.

Collocatele prima in una zona franca, con grandi finestre e non riscaldata per un paio di settimane, gradatamente si ambienteranno e potranno quindi essere spostate nel luogo poi definitivo per tutto l’inverno.

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Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook

L’articolo È ora di riportare in casa le piante verdi è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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