Per risolvere la crisi climatica dobbiamo affidarci all’energia e all’entusiasmo dei giovani, per trovare quegli stimoli che aiuteranno, nonostante le resistenze delle lobby del business, a risolvere i problemi ambientali.

Alla Cop26 di Glascow i potenti della Terra si stanno confrontando per trovare un accordo che porti alla riduzione delle emissioni nocive – non solo CO2 ma anche metano – per risolvere la crisi climatica in atto.

Già al G20 di Roma abbiamo potuto vedere come il tema ambiente sia divisivo con, da una parte, i Paesi più evoluti che pongono condizioni sull’uso delle fonti energetiche rinnovabili e pulite ai Paesi emergenti che, al contrario, ancora non possono fare a meno delle fonti fossili.

Con queste divisioni i tempi si allungano… dal 2030 al 2050 fino al 2070: ma non abbiamo tutto questo tempo e i giovani, che hanno una visione più ampia sul futuro, che rappresenta la maggior parte della loro vita, non ci stanno. E spingono per soluzioni rapide, concrete, condivise e green.

Questa energia aiuta anche aziende e organizzazioni a portare avanti con decisione il tema ambientale. Puntando proprio alle giovani generazioni, le uniche che potranno tirarci fuori da questa crisi.

Nudgeforclimate: istruzioni per l’applicazione a scuola di piccoli gesti contro il cambiamento climatico

Un progetto – per il quale EuCliPa Italy, community italiana degli ambasciatori per il Patto Europeo per il Clima, ha lanciato da Verona una raccolta fondi – rivolto a tutte le scuole italiane.

Nudgeforclimate è una guida per sensibilizzare i giovani sul tema dei cambiamenti climatici offrendo lezioni di nudge – le spinte gentili, i piccoli gesti – per incidere in modo concreto sulla lotta al cambiamento climatico.

I nudge sono spinte gentili, interventi volti a cambiare il comportamento delle persone per migliorare il loro benessere o il benessere dell’intera società, senza alterare le loro opzioni di scelta” spiega Simone Quercia, ricercatore di economia all’università di Verona e uno dei 70 ambasciatori italiani.

Le istruzioni contenute nella guida possono essere applicate da studenti, insegnanti, personale della scuola per modificare piccoli o grandi comportamenti che possono avere un impatto decisivo nel contrastare la crisi climatica.

Eco Jouer: i passi della sostenibilità, un progetto di edutainment

Per attrarre l’attenzione dei giovani ecco Eco Jouer, un’iniziativa che prende spunto dalla celebre canzone degli anni ’80 Gioca Jouer, per ispirare e diffondere la cultura del consumo consapevole, del rispetto verso gli altri e verso il Pianeta, stimolando un’azione collettiva per un cambiamento concreto, passo dopo passo.

L’idea è di E.On che, nell’ambito del percorso Odiamo Gli Sprechi, cerca di coinvolgere studenti e insegnanti in tutta Italia, promuovendo la sostenibilità tra le nuove generazioni e stimolando la consapevolezza sull’importanza di adottare comportamenti virtuosi per costruire un futuro migliore.

E.On con Eco Jouer mette a disposizione delle scuole una formazione mirata sul cambiamento climatico, pillole informative e uno speciale gioco da tavolo con relative card, per replicare in classe, in maniera divertente e coinvolgente, i passi della sostenibilità.

Otrivin Air Bubble sensibilizza sull’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini

L’inquinamento atmosferico è la più grande minaccia alla salute ambientale del mondo, con un impatto importante soprattutto su coloro che ne hanno meno responsabilità: i bambini.

Secondo l’Oms il 93% dei piccoli nel mondo respira ogni giorno aria inquinata.

Sono loro che, inalando più aria rispetto al loro peso corporeo a causa di un respiro più veloce e avendo un sistema immunitario ancora in via di sviluppo, subiscono le maggiori conseguenze legate all’inquinamento dell’aria.

Anche in Italia: secondo l’ultima classifica dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’aria peggiore la respirano gli abitanti di Novy Sacsz in Polonia, seguiti da Cremona, Slavoniski Brod in Croazia e Vicenza.

Poco salubre anche l’aria respirata a Pavia e Brescia. Inoltre, nella mappa dello smog che analizza la qualità dell’aria urbana di 323 città europee, Milano è al 303° posto.

Gsk Consumer Healthcare – che ha tra i suoi prodotti Otrivin e, in Italia, Rinazina, e Narhinel – ha lanciato un progetto architettonico con finalità educative, un parco giochi che utilizza la biotecnologia per purificare l’aria.

Il progetto – realizzato grazie alle competenze degli architetti italiani Claudia Pasquero e Marco Poletto, co-fondatori di ecoLogicStudio – fa ora tappa a Glasgow, dopo essere stata testata a Varsavia.

Utilizzando microalghe per filtrare attivamente e ri-metabolizzare le particelle di inquinamento e l’anidride carbonica in un ambiente interattivo appositamente progettato, Otrivin Air Bubble Varsavia ha portato a una riduzione dell’80% dei livelli di particolato (PM2,5) in media, raggiungendo livelli di qualità dell’aria più salubri e permettendo ai bambini di vivere l’insolita esperienza di respirare un’aria più pulita.

Who wants to live forever, il corto animato dagli studenti

Un’opera corale, concepita e diretta da Matteo Valenti (docente Ied Milano) e donata al Brian May’s Save Me Trust, è firmata da diversi giovani autori provenienti da tutti gli angoli della Terra ed è stata proiettata a Glasgow per la Cop26.

Who wants to live forever mostra quanto i nostri bisogni di esseri umani abbiano spinto madre natura sull’orlo del baratro, con tante specie animali a rischio estinzione, oggi, a una velocità migliaia di volte superiore a qualsiasi altra epoca del passato.

6 università e accademia coinvolte a rappresentare ciascuna un capitolo del racconto, ossia uno dei 5 Continenti ed ecosistemi ambientali e animali mostrati nel film: Ied è la scuola coinvolta per l’Europa.

Le vivide illustrazioni in movimento del corto animato Who wants to live forever scorrono in tutta la loro cruda poesia, sulle note dell’omonimo e immortale brano dei Queen.

L’articolo L’energia dei giovani ci aiuterà a risolvere la crisi climatica è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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