Si allarga anche in Italia la rete dei Villaggi degli Alpinisti (Bergsteigerdörfer), iniziativa nata per volontà del Club Alpino Austriaco con lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile lungo tutto l’arco alpino.

Al progetto che a oggi vede coinvolti anche i club di Germania, Italia, Slovenia e Svizzera Uncem applaude. I villaggi degli alpinisti – iniziativa nata per volontà del Club Alpino Austriaco con lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile lungo tutto l’arco alpino – sono località montane che fondano il loro modello di sviluppo sul rispetto della natura e su una gestione sostenibile delle risorse e dell’ambiente.

La caratteristica principale che li accomuna è quella di possedere un’eccellente qualità paesaggistica, non ancora stravolta dalle impattanti infrastrutture che si vedono sempre più spesso deturpare i versanti delle alture.

Il progetto (in lingua originale Bergsteigerdörfer) a oggi vede coinvolti anche i club di Germania, Italia, Slovenia e Svizzera e si allinea con gli obbiettivi della convenzione delle Alpi, perseguendo modelli di sostenibilità all’interno dei diversi ambiti montani, quali il turismo, la tutela dell’ambiente, la mobilità dolce e la conservazione della cultura e delle tradizioni locali.

Questa peculiarità li rende delle mete interessanti sia per alpinisti esperti alla ricerca di pareti ancora incontaminate da scalare, che per tutte le persone che vogliono vivere un soggiorno all’insegna della lentezza e della quiete di cui la montagna è simbolo.

Niente all-inclusive, niente mega-parcheggi o mega-funivie che rendono gli abitati montani più dei parchi giochi che dei luoghi di vita, ma un ambiente integro con pochi o assenti impianti a fune e con piccole e diffuse strutture ricettive, che non superano un certo numero di posti letto.

All’aspetto più propriamente paesaggistico si associa quello culturale, per il quale le tradizioni locali sono rispettate e mantenute vive. Questi sono solo alcuni dei requisiti necessari affinché un comune montano si possa fregiare del nome di villaggio degli alpinisti.

La filosofia alla base di questo progetto si ispira alla definizione di sviluppo sostenibile espressa dalla Convenzione delle Alpi, un trattato internazionale tra gli otto paesi alpini che mira a garantire la protezione degli ecosistemi montani e uno sviluppo attento a non alterarne i fragili equilibri.

Finora si annoverano 35 paesi all’interno della rete, tutti accomunati da una grande attenzione verso la valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità locali e, come detto, tutti votati alla preservazione degli spettacolari e ancora incontaminati scenari delle alte quote.

Queste località, dislocate prevalentemente in Austria (22), ma anche in Germania (4), in Italia (5 di cui 2 in Alto Adige), in Slovenia (2) e in Svizzera (2), vengono promosse come veri e propri spazi di cooperazione, dove avviene lo scambio di idee e dove si discutono nuove proposte e visioni per gestire il territorio alpino in maniera sostenibile.

Villaggi degli Alpinisti: l’esperienza di Balme

Il piccolo comune piemontese di Balme, nelle valli di Lanzo, che sta abbarbicato a 1.500 metri d’altezza ed è circondato dall’imponente anfiteatro montuoso delle Alpi Graie, è da poco entrato a far parte della rete.

I suoi 111 abitanti, sostenitori di un turismo lento e responsabile, sono da sempre tenacemente motivati nel prendersi cura e nel tutelare il territorio in cui vivono, in quanto da esso ha origine il forte senso di identità che li unisce.

Il rispetto verso la montagna e la ricerca di un’equilibrata armonia tra uomo e natura sono aspetti condivisi dalla popolazione e vengono percepiti dai visitatori come segno di profonda autenticità.

L’ammissione del paese nella rete dei Villaggi degli Alpinisti si è basata proprio sull’impegno portato avanti dalla comunità di perseguire una gestione del territorio il più possibile sostenibile sia in termini ambientali che sociali.

Esemplificativo è il fatto che da alcuni anni il consiglio comunale abbia espresso la propria contrarietà alla “fruizione motorizzata a scopo ludico del territorio“: né quad e fuoristrada sui sentieri d’estate, né motoslitte ed eliski che scarrozzano sciatori in giro per la montagna d’inverno. Una decisione illuminata e un modello di mobilità dolce che si auspica faccia da promotore per tutte le località alpestri italiane.

Il riconoscimento dato a Balme si posiziona lungo un percorso di valorizzazione dei contesti montani che passa attraverso lo sviluppo turistico, ma che parte dalla volontà delle popolazioni di prendersi cura dei loro territori in modo sostenibile – commenta Roberto Colombero, presidente Uncem PiemonteQuesta, come altre esperienze virtuose, hanno permesso di capire che la caratteristica più importante per una località alpina è quella di far emergere i propri elementi peculiari, la propria autenticità. Solamente valorizzando quello che si è, si riesce a creare economia e comunità“.

Gli altri criteri che hanno permesso al comune di essere accolto nella rete sono visibili da chiunque decida di dedicare del tempo a un’escursione sul posto: la presenza di scenari naturali sbalorditivi e la possibilità di godere del silenzio e della quiete che permettono a qualunque viandante di rigenerarsi lontano dal fragore della modernità.

(articolo redatto da Valeria Pagani)

L’articolo I Villaggi degli Alpinisti prendono piede anche in Italia è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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