Si è svolto a Milano il congresso F20 Climate solutions, che intende indicare possibili soluzioni future e promuovere lo sviluppo sostenibile in vista del prossimo G20.

Cambiamenti climatici, raggiungimento di emissioni zero, ripresa globale sostenibile: queste alcune delle tematiche toccate durante F20 Climate solutions, svoltosi a Milano gli scorsi 29 e 30 settembre.

Il Forum20 – dal titolo Green recovery, sustainable finance, just transition: putting words into deeds – è un appuntamento annuale istituito da Foundations Platform F20, network internazionale rappresentato da più di 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile.

Co-organizzato da Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione di comunità di Messina e la partecipazione di Assifero, Asvis e Acri, l’evento ha voluto disegnare lo scenario attuale e indicare possibili soluzioni globali nella lotta al riscaldamento climatico.

Nella presente circostanza, le fondazioni possono giocare un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Le sfide dello sviluppo sostenibile

Il tempo per agire – afferma Maria Luisa Parmigiani, porta voce di Fondazione Unipolis F20 co-chair – è ormai giunto al termine, ma affrontare la sfida è ancora possibile“.

Consegnare raccomandazioni e possibili soluzioni ai leader del G20 – la conferenza internazionale che riunisce le maggiori economie del mondo – è uno degli scopi principali sottesi al forum, nella speranza che si possano adottare modelli più sostenibili.

Lo sappiamo bene – spiega Francesco La Camera, direttore generale dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili – il sistema attuale è assolutamente inadatto e non è ammissibile continuare a lungo in questa direzione. Dobbiamo investire nella tecnologia e trovare soluzioni per combattere lo stato di emergenza in cui ci troviamo“.

La vitalità del cibo, dell’acqua e dell’energia – conclude Parmigiani – dipende unicamente dalla salute della biodiversità e da un ecosistema sostenibile“.

Anche Pierluigi Stefanini, presidente di Asvis – alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile – spiega, durante il suo intervento, il ruolo non secondario giocato dalle fondazioni.

L’attuale modello – commenta Stefanini – non è più sostenibile. Le fondazioni hanno affrontato alcune importanti tematiche riguardanti il raggiungimento degli obiettivi 2030“.

Tra queste emergono l’uguaglianza di genere, il diritto a un’istruzione di qualità per combattere l’analfabetismo e la tutela della salute.

Per ultimo, ma non per importanza è necessario aiutare i cittadini e le comunità a mutare il loro comportamento per vincere la battaglia contro il cambiamento climatico.

Noi ci aspettiamo – afferma Stefanini in conclusione – che su scala nazionale il nostro paese assuma con maggiore impegno e coerenza la strategia di sviluppo sostenibile e purtroppo ancora non ci siamo. L’Europa gioca un ruolo fondamentale proprio per favorire un processo di avvicinamento tra le grandi potenze e i Paesi in via di sviluppo; per questo Cop26 è un’occasione molto importante“.

Gli sviluppi del G20 fondamentali per la Cop26

Ban Ki-moon – segretario generale delle Nazioni Unite – ribadisce il valore del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: “Le decisioni che prenderanno i leader sono fondamentali per garantire un futuro più sicuro alle nuove generazioni. Ciò che succederà al G20 sarà cruciale per la Cop26“.

Accanto alla riduzione delle emissioni di C02 – con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C – e proteggere la biodiversità per un ecosistema sano e sostenibile, altre quattro sono le soluzioni delineate per il futuro su cui dovrebbero discutere al prossimo G20 di ottobre i leader mondiali.

combattere la crisi mondiale generata dall’emergenza sanitaria Covid-19
realizzare una ripresa globale del pianeta che sia verde, resiliente ed equa. Per farlo è necessario unire le forze con il G7 e far convergere l’impegno a livello nazionale dei Paesi membri
garantire una transizione equa entro il 2030 che tenga conto delle disuguaglianze tra i paesi e all’interno degli stessi
decarbonizzare la finanza e gli investimenti rendendo obbligatori piani di decarbonizzazione per le istituzioni finanziarie e concedere l’alleggerimento del debito.

La sfida al cambiamento climatico passa da ognuno di noi: dobbiamo, come afferma John Kerryinviato speciale di Biden per le emergenze climatiche – utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione e unire le forze poiché tutti siamo coinvolti.

Tuttavia – afferma Kerry – questa responsabilità collettiva racchiude anche una questione politica: non in termini di ideologie, ma in termini di capacità delle nostre istituzioni di convergere e realizzare grandi trasformazioni“.

Dobbiamo fare delle scelte concrete – continua Kerry – entro il 2030. Il mondo deve trovare un accordo comune per evitare che si arrivi a un punto di non ritorno. In questo la Cop26 giocherà un ruolo fondamentale“.

È necessario – conclude l’inviato di Biden – investire tantissimi soldi per avere imprese sostenibili. Ma la prossima grande questione è come mettere insieme queste azioni e ottenere un effetto che acceleri un futuro a zero emissioni nette, un futuro che ci consenta di portare le nostre ambizioni sempre più in alto“.

L’articolo F20 Climate solutions: un appello al cambiamento è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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