La scienza e l’esperienza scientifica sono la chiave per un miglioramento sostenibile della vita e della condizione umana. Questo è l’obiettivo di Dassault Systèmes: favorire l’innovazione scientifica in tutti i settori industriali e in tutte le organizzazioni. Su digitalizzazione, diversity e sostenibilità l’industria si gioca molto del suo futuro

La scienza è in cima alla lista delle priorità, per le persone, i governi e la società, per i dirigenti aziendali, i leader e i divulgatori scientifici di tutto il mondo, dal pubblico, al privato, sino all’accademico.

Produrre consapevolezza e guidare i risultati richiede una scoperta virtuale cooperativa, centrata sui dati e basata su gemelli virtuali scientifici.

Mentre il mondo tenta una graduale ripresa post-pandemia, è il momento di aprire la strada a uno sviluppo significativo, migliorare i risultati e contribuire a rafforzare l’esperienza di accesso alle cure sanitarie per tutti.

La scienza e l’esperienza scientifica sono la chiave per un miglioramento sostenibile della vita e della condizione umana. Questo è l’obiettivo di Dassault Systèmes: favorire l’innovazione scientifica in tutti i settori industriali e in tutte le organizzazioni.

Con la popolazione mondiale che, secondo le proiezioni, raggiungerà i 9,8 miliardi entro il 2050, è necessario adottare un approccio sostenibile – a livello mondiale – al cibo, all’acqua e risorse per tutti.

I governi, i processi aziendali, le catene di approvvigionamento e l’impegno accademico hanno un ruolo fondamentale nel determinare un risultato sostenibile.

Alimentando i risultati attraverso le sfere digitali, fisiche e biologiche e accettando l’economia sostenibile, la scienza aiuta le organizzazioni a raccogliere i benefici di un mondo connesso, in cui sostenibilità, ambiente ed economia diventino gli obiettivi primari.

Di questi argomenti si è parlato in un convegno organizzato da Dassault Systèmes al quale hanno partecipato rappresentanti delle scienze e del mondo industriale.

Attesi cambiamenti profondi…

Nel suo intervento Bernard Charlès, Ceo di Dassault Systèmes ha sottolineato con varie argomentazioni che si sta andando verso un mondo nuovo.

“La pandemia ha dato impulso a trasformazioni tecnologiche che stanno modificando i paradigmi in tutti i settori dell’economia; i progressi tecnologici hanno fatto il resto. I connubi tra scienza e tecnologia stanno ridisegnando i perimetri tradizionali dell’industria ma anche della sanità, lasciando prevedere cambiamenti più profondi di quanto sinora immaginato.

Nei settori della produzione basta pensare all’avvento dell’Industria 4.0 e ai primi vagiti dell’Industria 5.0. Nell’ambito sanitario i progressi della tecnologia promettono di rivoluzionare tecniche consolidate come la radiologia. Poi è tutto l’ecosistema della mobilità grazie all’emergere delle città cosiddette intelligenti.

Si sta andando verso nuove modalità circolari ma non solo. L’integrazione di più tecnologie farà emergere applicazioni di cui quelle che si vedono costituiscono la punta di un iceberg nella ricerca di nuove forma di vita“.

… soprattutto nella sanità

Uno scenario condiviso, per quanto riguarda la sanità, da George Church, professor of Genetics, Harvard Medical Schhol.

“Sono già tanti i buoni risultati raggiunti con la introduzione delle tecnologie digitali nella medicina ma si è appena agli inizi. Anche la genetica sarà coinvolta e gli studi sul Dna verranno approfonditi. Ci sono correlazioni tra andamento del clima e gli incendi nei boschi della Siberia, da una parte, e gli studi sulle applicazioni sanitaria, dsall’altra.

Due cose diverse e lontane in apparenza ma in grado di influenzarsi a vicenda. Gli sviluppi previsti in ambito sanitario nel prossimo quinquennio si preannunciano esponenziali e impensabili“.

Il Covid ha accelerato il trend dell’innovazione e fornito elementi di giustificazione della stessa in precedenza sconosciuti. Questa una delle opinioni espressa da Philippe Luscan, executive vice president Global Industrial Affairs di Sanofi.

In aggiunta a motivazioni convincenti, l’innovazione ha accelerato l’attività di ricerca e anche quella industriale, con la scoperta di nuove molecole, per esempio, ma ha fatto anche aumentare gli investimenti nel biotech, autorizzando nuove frontiere nello sviluppo di nuove terapie e cure. Abbiamo chiara visione di un ecosistema per la sostenibilità futura“.

Produzione: Industry 4.0 ancora da implementare

Digitalizzazione, diversity e sostenibilità saranno, per Rhonda Barnet, National Manufacturing executive, Skills and Diversity advocate, president e Coo di Avit Manufacturing – azienda canadese di automazione industriale – tre ingredienti con i quali si dovranno sempre più confrontare le industrie del futuro.

Con riferimento alla digitalizzazione “dopo 10 anni, solo il 10% dell’innovazione tecnologica dell’Industria 5.0 ha trovato applicazione nei processi produttivi; il 90% dipende ancora dai criteri dell’Industria 3.0. È noto ormai come la digital factory sarà un fattore fondamentale per un futuro all’insegna della sostenibilità“.

In tema di diversity sono da aspettarsi sviluppi interessanti sul fronte della misurazione, con parametri di nuova ideazione. Ma è tutto il fronte che si allargherà “giacché oggi meno di un terzo delle aziende ottiene benefici reali con la Diversity“.

Infine, ha ancora riferito Barnet, oggi se è vero che il 90% delle società pubblica report su questa tematica, sono pochissime quelle che dedicano spazio al fattore Esg (Environmental, Social e Governance).

L’articolo La scienza nell’età dell’esperienza è stato pubblicato su Magazine Green Planner.

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